This Is How You Lose the Time War

Amal El-Mohtar, Max Gladstone, 2019

Ho pescato This Is How You Lose the Time War a caso in libreria, per quanto il titolo mi fosse noto. Era saggiamente messo di piatto in modo da esporre la copertina sgargiante, e da buona allodola l’ho portato a casa. Sottile e leggero, è stato una piacevole lettura, di nuovo un sorbetto dopo l'intensità di Moby-Dick.

Il breve romanzo segue due agenti di opposte fazioni in una guerra fantascientifica, che viaggiano nel tempo e nello spazio, lasciandosi lettere sui campi di battaglia. Se all'inizio sono per schernire, pian piano i due si scoprono più simili e vicini di quanto la loro diversa origine possa far pensare. Le lettere dei due personaggi sono state scritte separatamente dai due autori, El-Mohtar e Gladstone, e riflettono piacevolmente due voci e due stili diversi.

Simpatico e ben scritto, è volato via in meno di una settimana. Solo una cosa mi ha dato fastidio: abbiamo due agenti che si muovono nei millenni e nei sistemi solari. Gli autori avrebbero potuto inventarsi qualsiasi cosa, ma fin troppo si incentra sugli ultimi due secoli del nostro mondo, inclusi riferimenti a recente popular culture, che invecchieranno in fretta. A metà lettura mi sono ritrovato a pensare: questa storia sarebbe stata meravigliosa nelle mani di altri autori—forse un pizzico di Pratchett, od una spolverata di Miéville. L'ho apprezzato comunque, leggero e luminoso mentre fuori arrivava l’estate.