The Left Hand of Darkness

Ursula Le Guin, 1969

Finito Dune avevo raggiunto il fondo della pila fisica. Capita di rado, e mi pone di fronte ad una difficile domanda: a quale degli infiniti libri interessanti voglio dedicare tempo? È il momento di tentare la sorte con un titolo a caso, oppure continuare con un autore facile?

Questa volta ho scelto un misto: il soggetto più facile, la fantascienza, ma un autrice nuova, Ursula Le Guin. I suoi libri, a cominciare dagli anni '70, sono considerati classici, e ne leggo sempre buone menzioni. Era ora di farmi una mia opinione.

The Left Hand of Darkness è un libro breve, ma interessante ed importante. È un esempio di fantascienza che non cerca di distrarre dal presente, o di prevedere un futuro. Usa invece lo spazio e nuovi pianeti come uno specchio, per investigare la società contemporanea.

La storia segue Genly Ai, primo contatto inviato dalla tipica confederazione galattica di sistemi umani su un pianeta rimasto isolato per lungo tempo: un mondo freddo e ghiacciato soprannominato Inverno. Nonostante il clima inospitale, gli esseri umani si sono espansi anche qua, fondando diverse nazioni inevitabilmente in tensione. La popolazione locale è umana, ma diversa: tutti gli individui sono di genere neutro. Periodicamente vanno "in calore" per qualche giorno, e solo in quel periodo prendono le caratteristiche di un genere o dell'altro. C'è il sospetto che questo sia dovuto da antichi esperimenti genetici, ma la causa non è importante. Le Guin investiga questa società con curiosità ed interesse, attraverso il contrasto fra le strutture ed i ruoli a cui Genly è abituato, e ciò che incontra sul pianeta. Senza il genere a differenziare il fenotipo, tutti hanno accesso alle stesse possibilità, e tutti possono rimanere incinti ed dover prendere qualche mese di pausa dalle loro responsabilità, come accade al re di cui l'ambasciatore è ospite. (Il correttore ortografico marca 'incinto' ed 'incinti' come errori, a sottolinearne la stranezza, o la nostra rigidità?)

Il libro è uscito nel 1969. Non manca una nazione un po' sovietica: comunista, burocratica, controllata da polizia segreta ed immancabile ministero dell'informazione. Ma nel '69 genere e ruoli iniziavano ad essere guardati con un occhio diverso. The Left Hand of Darkness è parte di questo sguardo, ed probabilmente causa ed effetto della discussione. Lo fa con una storia umana ed interessante, che contiene spionaggio, diplomazia, avventura attraverso vasti e pericolosi ghiacciai, intricati tradimenti e redenzioni. A suo modo è anche una storia romantica, tutto senza dimenticarsi di un messaggio importante.

Autrice approvata, nuovi titoli aggiunti alla lista.