The Dispossessed

Ursula Le Guin, 1974

Avendone apprezzato un primo libro qualche mese fa, avevo in mente Ursula Le Guin durante la mia recente visita in libreria. Il suo The Dispossessed faceva capolino su un ripiano, indifeso, così l’agguantato e portato a casa, e poi in vacanza. Li è stato divorato in quattro giorno.

Al centro della storia è la luna di un pianeta colonizzato dagli esseri umani. Al contrario della nostra, questa è abitabile: arida, ventosa, sabbiosa, ma c’è acqua e supporta un po’ di vegetazione. È quindi stata colonizzata da... una società anarco-comunista che sembra funzionare. Sul pianeta principale regna la sua controparte ultra-capitalista, ricca di risorse naturali e tecnologiche, dove la diseguaglianza imperversa.

Il protagonista è uno scienziato che si ritrova ad attraversare la distanza fra i due corpi celesti—più difficile dal punto di vista filosofico e sociale che da quello fisico. Il tragitto si conclude in un capitolo, ed il resto del libro è impatto culturale. Come funziona la società qua? Cosa si aspettano i diversi gruppi della popolazione? Qual’è il post di uno scienziato? Alcuni sul pianeta ricordano ancora la rivoluzione (o forse l’esilio?) che aveva spinto gli anarchici alla partenza ed al creare una nuova società. Ma per quelli rimasti non è cambiato nulla. Il ritorno di un anarchico è simbolico, e viene tenuto nascosto fra lussi e visite organizzate, che mostrano solo una facciata perfetta.

Lo scienziato incontra anche altri spettatori: ci sono diverse nazione sul pianeta, con governi e filosofie differenti, ma anche “alieni”—umani di altri sistemi—che stanno fondando la confraternita galattica di cui si parla in altri libri di Le Guin. Osservano, e magari mandano un ambasciatore qua, una spia la. C’è aria di cambiamento.

Alternato all’avventura diplomatico-sociale, un secondo flusso riassume la vita della scienziato sulla luna. Comincia dalla gioventù negli asili e nelle scuole della società anarchica, fino alla carriera accademica che si arena nella burocrazia—anche gli anarchici finiscono per costruire strutture—ed alla decisione di visitare il pianeta capitalista.

Come The Left Hand of Darkness, anche questo libro analizza una società diversa. Può funzionare? Quali principi possono fondare una società solida ed egualitaria? Contro cosa si arena un’ideologia? Reggerà nel tempo? Domande interessanti, e nessuna risposta facile.