The Confusion

Neal Stephenson, 2004

Ho iniziato a pregustare questo libro giorni prima di iniziare a leggerlo. Con un lungo viaggio in arrivo, l'ho messo sul tavolo in sala, pronto ad agguantarlo la mattina della partenza. E comodamente seduto sul primo treno di una lunga tratta, sono tornato nel 17° secolo.

The Confusion è il secondo volume del “Baroque Cycle” di Stephenson. È composto da due libri, due storie contemporanee, separate ma parallele, con effetti l'una sull'altra—chissà come sarebbe leggerli separatamente! Sezioni dei due si alternano nel volume, sincronizzando eventi che avvengono a capi opposti del mondo. A volte sono capitoli lunghi centinaia di pagine, a volte brevi come una singola missiva fra due personaggi, a seconda che un periodo sia denso di avvenimenti, oppure monotono come la navigazione d'altomare.

Era passato più di un anno da quando avevo completato la complicata lettura di Quicksilver, la prima parte del Cycle. Magari non ricordavo tutti gli intrecci delle varie storie, ma sapevo esattamente dove avevo lasciato i personaggi principali. Non c'è voluto molto per riagguantare anche la moltitudine di quelli secondari. Alcuni attraversano ancora l'Europa in ogni direzione, ma altri raggiungono coste assai più lontane.

Perché se il primo libro si incentrava sulla nascita della scienza moderna, il secondo sposta la lente sull'economia. E l'economia di fine 1600 si basa su vaste reti commerciali verso est, e sull'oro e l'argento delle Americhe. Il campo si espande all'improvviso, circumnaviga un pianeta le cui mappe sono ancora imprecise.

E così i personaggi si perdono un po', poi si ritrovano. Nel frattempo, accumulano 800 pagine di avventure. Tante, eppure poche: è un libro che finisce velocemente. Il terzo volume è già sullo scaffale, ma lo lascerò chiuso ancora per qualche mese. Sarà ottimo, lo so già, ma sarà anche l'ultimo.