Cathedral

Raymond Carver, 1983

Cathedral è una sottile raccolta di storie di Raymond Carver, brevi, belle, ma infelici. Scorrono veloci, ma per ognuna è saggio un momento di pausa, tornare indietro a rileggere un paragrafo o due, e lasciarla mantecare qualche giorno.

Capita a volte che prima di aprire un libro vada ad informarmi (vedi: Wikipedia) e legga qualcosa sull'autore od il contesto. In questo caso invece, mi sono gettato nel primo racconto senza sapere nulla, se non vaghi pensieri tipo “ah, questo è forse l'autore di quell'altro libro?” Una pagina alla volta, il tema è diventato evidente: sono storie a proposito di momenti nella vita, di cambiamenti e svolte. Alcuni sono volontari, alcuni accadono senza che i protagonisti abbiano voce in capitolo; certi hanno successo, altri sono destinati a fallire, oppure evitati all'ultimo istante. Ma sono storie di alcolismo, solitudine, disattenzione, e divorzi; sono racconti che cominciano male, e finire meglio sarebbe uno spreco.

Leggendo una storia alla volta, chiudendo il libro ogni venti pagine o giù di li, ho avuto diverse occasioni per fermarmi e ripensare. Ed ogni volta il primo pensiero è stato, dopo un momento di vuoto, “Ah.” La narrazione porta in primo piano la pendenza e scivolosità di certe scelte, ed il suono della metaforica porta che si chiude dietro ai protagonisti, incastrandoli in una situazione infelice, risuona a lungo. Non c'è facile via di uscita, ed una catarsi è assai improbabile.

Non so esattamente cosa fare di quello che ho letto, delle vicende e del simbolismo, se non osservarlo, annuire, e poi chiudere il libro. Forse lo lascerò mantecare sulla libreria per numerose stagioni, ed un giorno lo rileggerò.