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Uno sguardo al 2023

Rovine di un castello accanto alla stretta entrata di una baia Del castello di Dunbar non rimane molto

Mi siedo in biblioteca a considerare l'anno passato, ed il primo pensiero che mi passa per la testa è che sia stato un anno incredibilmente normale. Il secondo è che tutto è relativo: questi primi anni '20 hanno ampliato le mie esperienze.

La Situazione è stata riassorbita da abitudini e tradizioni, e di rado fa notizia. La gente continua a riammalarsi di una malattia che scopriamo avere sempre più effetti a lungo termine, in cambio di poter tornare a fare quello che faceva nel 2019. Io continuo ad aggirarmi sospetto, indossando una mascherina i luoghi ristretti ed affollati tipo treni ed aerei. La cosa per ora è stata sufficiente ad evitarmi pestilenze. Tornare in società ha però attratto un vecchio amico: il raffreddore. Ne facevo a meno.

Con la guerra in Ucraina siamo stati più rapidi, e l'abbiamo normalizzata in poco più di un anno. L'attenzione dell'occidente si affievolisce, è più facile pensare ad altro, e le notizie finiscono in seconda pagina.

Anche fare il manager è diventato normale: discutere progetti e carriere altrui, investigare se i miei sottoposti dormono abbastanza, e sorprendermi settimanalmente che il team trovi il mio lavoro utile. Persino il parziale ritorno in ufficio e l'hot desking sono diventati una cosa abitudinaria: regola la sedia, impreca internamente contro quelli che aggrovigliano i cavi, resetta la configurazione dello schermo.

Correre è quasi normale, ma non ho ancora sbloccato un continuo e ripetuto esercizio fisico. La voglia è incostante e meteopatica. Ho preso più opportunità al volo però, e fatto esperienze inaspettate ed interessanti: teatro, concerti, una serata piena di colori per imparare come funziona la serigrafia.

Mi è mancata però un più svariata conversazione. Ho avuto momenti di bassa socialità, partecipato a pochi meetup e simili. Se anche sono riuscito a sentire amici lontani con una certa regolarità, ne ho visitato pochi oltre i confini della città.

Viaggi

L'impressione che mi è rimasta del 2023 è quella di non essermi mosso da Edimburgo, ma anche il numero di viaggi rientra nella norma pre-pandemica. Sono sceso in Italia due volte: a Febbraio mi sono ammalato, ad Agosto ero di nuovo sulle Alpi. Se la famiglia ha compensato venendomi a trovare in Scozia, ho incontrato pochi conoscenti. Due anni di fila in montagna, anche quello si sta normalizzando.

La gita a Berlino è stata un momento importante della prima metà dell'anno: mi ha letteralmente riempito di calore, e riaccende la tradizione di organizzare ed incontrare amici in giro per l'Europa. Le gite per la Scozia ci hanno permesso di rilassare lo sguardo su orizzonti più ampi e meno urbanizzati, l'anima ringrazia. Un singolo campeggio sulla riva del mare ha marcato la fine dell'estate, e contribuito alla tensione verso l'andare lontano, sfociata nel lungo viaggio in Giappone. I due giorni a piedi lungo gli antichi sentieri del Kumano Kodo, senza folle né rumore sono stati ottimi. Avrei dovuto pianificarne il doppio, ma ora il Giappone è lontano, e dovrò trovare mete più vicine. Chi viene?

Un edificio moderno in vetro appollaiato su uno più vecchio, in mattoni Il futuro è impilare edifici?

Tecnologia

L'anno scorso ho ceduto all'inesorabile avanzare della tecnologia ed ho comprato un nuovo portatile. Quello precedente è immediatamente finito in un cassetto, povero, tanta era la differenza. Addio, schermi 16:9, spero di non rivedervi più.

Il tablet continua a fare il suo lavoro di strumento multiuso — ma un uso alla volta. Mi ha seguito a Berlino per scrivere, ed in Giappone per tenere traccia dei piani e prenotare roba al volo in treno. Cercare informazioni ed usare siti giapponesi su schermi più piccoli sarebbe stato possibile, ma più scomodo e lento.

Il 2023 è anche l'anno in cui la bolla dei LLM si è gonfiata fino ad occupare ogni possibile angolo. Sono talmente annoiato e scettico del marketing che li circonda, che quasi me ne vergogno. Cercherò una posizione più sana e bilanciata, ma probabilmente ci arriverò solo quando la moda finirà come quella delle criptocose.

Barili in legno davanti ad un edificio bianco, l'unica apertura una porta rossa Barili, attendono pazienti

Meta

Il piano di aggiungere contenuti e pagine a questo sito resta sulla carta. L'impalcatura di una struttura estesa non ha ancora visto la luce, a parte un miglior metodo per caricare le foto. Mi sono allontanato da micro.blog però, che apprezzavo per la saltuaria e rilassata conversazione. Faceva anche ponte con Mastodon, ma la combo non si è rivelata utile.

14 post sono un filo sotto la media. Aggiungerò ancora un paio di articoli sul Giappone pre-datati, ma il 2023 è chiuso. L'ostacolo interno alla scrittura continua ad esistere, i metodi per aggirarlo si evolvono, ma necessitano una biblioteca o un coffee shop dove sedermi fingendo di essere un hipster. Ma anche gli hipster sono diventati normali, le barbe più corte come la mia.

Poi l'anno nuovo

Una cosa che mi e mancata l'anno scorso è un'ampia conversazione. In parte per la bassa socialità, il mio intorno si è un po' rinsecchito, non va lontano. La messaggistica immediata baratta convenienza per profondità, passa e va lasciando un'impronta sempre più leggera. Sono anche un po' testardo io, che cerco condividere cose che mi interessano con le persone che conosco, invece di conoscere persone nuove che condividano le cose che mi interessano.

Ma nei piani per il 2024 recuperare contatti resta una priorità. Magari dovrò attirarli con un tavolo coperto di leccornie, o da un complesso gioco da tavolo, e sostituirli all'ultimo con la mappa di un viaggio astruso. Sembra che negli anni sia caduto nel ruolo di catalizzatore. Lascio al lettore decidere se organizzo cose insolite, o borbotto come una vecchia marmitta.

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