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Strano e normale

Cramond Island Sospesa fra spiaggia e nebbia, entrambe temporanee

Perso il conto dei mesi, La Situazione si evoluta in un misto di normalità e post-apocalisse. I numeri salgono e le restrizioni si allentano, creando comportamenti polarizzati nella popolazione: ci sono quelli finalmente liberi di fare tutto e di più, e quelli ancora più preoccupati di prima. Camminare in centro in effetti vuol dire incontrare gruppi che ignorano limiti e distanze. Si vedono da lontano, e vanno aggirati come se fossero zombie.

Sebbene non mi senta di abbracciare le masse, anch’io sto approfittando del bel tempo e delle regole più rilassate. Amici e conoscenti mi trascinano in giro, ed ho di nuovo relazioni sociali dal vivo, dopo tanto tempo.

Un ex-collega mi propone un giro in bicicletta, cosa che faccio di rado, ma non si dice di no. Ci dirigiamo fuori dalla città, lungo la costa. La marea è bassa, e lo sguardo può spaziare su una lunga spiaggia, rilassandosi dopo settimane negli spazi più ristretti della città. Passiamo davanti all’isoletta di Cramond, raggiungibile a piedi per qualche ora, ma proseguiamo risalendo l’estuario fino a Queensferry. Li il Forth è attraversato da tre strutture: l’iconico ponte ferroviario, li dal 1890, ed i due ponti stradali moderni. Ci sediamo a guardare navi, barche e pescherecci che passano, e ad osservare banchi di nebbia che di tanto in tanto si mangiano l’altra sponda.

Bridges from Queensferry Quei ponti vanno da qualche parte, ve lo assicuro

Torno a casa dopo cinque ore di pedalata, e le gambe stanchine. Il giorno successivo vago per la città con il Proppo, primo visitatore da quando è cominciata la Situazione. Fa strano, ma è anche tutto normale. Scaliamo colline, attraversiamo il centro da un lato all’altro, saliamo gradini. Le gambe stanchine ringraziano.

Quest’ultimo fine settimana finisco in un giardino con una manciata di ex-colleghi. Ci sediamo ad una consona distanza, ci raccontiamo storie di lavoro da casa, di generi alimentari consegnati a domicilio, di periodi solitari. Di nuovo strano, di nuovo normale.

C’è un po’ di speranza, quasi ottimismo svergognato in faccia al peggiorare de La Situazione. La seconda dose arriva a fine mese, poi ci sono ferie, e piani di volo da mettere in pratica. Ma il regalo dell’estate arriva dal lavoro non-più-nuovo. Mentre si avvicina il primo anniversario, la ditta ha deciso che siamo tutti un po’ stanchi, e sarebbe saggio lavorare quattro giorni alla settimana fino a Settembre. Scadenze e piani sono stati ridotti di conseguenza. Assaporerò questi otto lunghi fine settimana con attenzione, considerando se un contratto all’80% sia qualcosa che mi attira per il futuro.

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