Articoli per maggio 2019

Insettini ed il passare del tempo

Gli insettini verdi sul tavolo mi ricordano che siamo a Maggio, ma fuori è un misto di sole e nuvole, il vento a garantire il continuo ricambio di stagioni. Siedo di nuovo in libreria, questa volta con vista diretta sul meteo variabile. Ma non ho un piano per scrivere questo post, e ripensando alle ultime settimane fatico a trovare eventi salienti.

Il lavoro nuovo continua. Imparo gli intricati meccanismi dei pagamenti elettronici, gli strati di crittografia gustosi e fragili come una Viennetta, con le sue curve ellittiche di cioccolato. Apprezzo come i nuovi metodi possano usare chiavi di 64bit, invece del 2048 o più a cui la fattorizzazione ci aveva abituato. Mi anche vengono in mente dettagli di sicurezza da aggiustare nei vari progetti su cui ho messo mano negli anni, ed ho la certezza che non avrò mai tempo di farlo. I nuovi progetti avranno la priorità.

Mi sono tornati in mente i due Portal, e mi sono accorto che non se ne sono mai andati. La colonna sonora è uno degli album che mi porto dietro. È un ottimo scudo contro i rumori lavorativi, od il chiaccherio di questo locale, oggi sopra la media. Il suono prodotto dai grossi bottoni sparsi per le testing rooms è la mia notifica della posta. Il sarcasmo alla GlaDOS è parte del mio repertorio di umorismo. Oh, GlaDOS è uno dei rari personaggi “socially female”, ripensando all'articolo sul genere delle intelligenze artificiali.

Portal è un altro pezzo di popular culture che ci collega a specifici momenti, anni, decadi. Ci ancora al passato, ed inizia a farci invecchiare. In quel senso ogni racconto concluso diventa storia, passato; ogni racconto che continua, ad esempio una serie che continua a produrre episodi, ci porta in pari con il presente, e le altre generazioni. Menzionare la Trilogia dell'Anello può cadere nel vuoto, mentre Guerre Stellari è ovunque, incluse le magliette per bambini.

Non so dove voglia andare questo discorso, ma forse spiega perché mi sento fuori luogo, a volte, quando canticchio Calendar Man.

Dieci anni di Wave

Google Wave Anni che non vedevo questo logo, me lo ricordavo diverso.

Dieci anni or sono, due sviluppatori presentavano al mondo Wave, un mezzo di comunicazione ibrido fra una discussione ed un documento. L'annuncio era duplice: un client web interattivo ed in tempo reale, ed un protocollo aperto e federato. Era un contorto e lento ammasso di Javascript e concetti poco compatibili, ma era un esperimento inaspettato, innocente, ed interessante.

Wave è ora passato remoto. Il presente è fatto sempre più di applicazioni web, ma la federazione, ed in generale l'interoperabilità fra sistemi di comunicazione, non va più di moda. Ogni esperimento ha un business model, ed il web ha perso la sua innocenza.

Nah, sto esagerando. È che le ditte da cui ci aspettavamo "esperimenti" sono cresciute e cambiate, come è normale, ma ancora le associamo con gli eventi passati—nel bene e nel male. Il web meno commerciale è ancora li: la massa delle megacorp lo eclissa, ma non può eliminare. È sempre un pentolone di stranezze, comunità auto-organizzate, e discussioni discordanti e decentralizzate.

Fuori dal centro, in periferia, l'asfalto delle strade è un po' brullo, i servizi meno puliti. Ma li è l'avventura. Forse è tempo di compilare nuove guide turistiche?

Da otto a dieci

Siccome ho gusti difficili, o magari semplicemente strani, io ho sempre apprezzato Windows 8. Piatto e regolare, si comportava come il suo predecessore ma era meno appariscente. La parte "moderna" non influenzava il mio modo di lavorare, ed il sistema—dopo un minimo di configurazione—non si metteva di mezzo, ma rimaneva sullo sfondo. In più, Windows 8 abbracciava gli schermi wide e si muoveva in orizzontale, usando meglio lo spazio e rendendo movimenti più facili: anche i touchpad sono più larghi che alti. Di certo c'era dietro del design, forse troppo.

“All Apps” in Windows 8.1 L'elenco completo dei programmi, comodo e a tutto schermo, mi mancherà.

Ahimé, i suoi quadratoni colorati si sono rivelati alieni e difficili, ed il mondo ha cercato di dimenticarli rapidamente. Senza supporto nè sviluppatori, il sistema é invecchiato in fretta, e per quanto io possa opporre resistenza, è arrivato infine il momento di migrare: se anche Windows 10 mi piace di meno, le nuove funzionalità sono utili. WSL e lo strano incrocio con Linux, in particolare, aprono le porte ad esperimenti e lavori interessanti.

Così settimana scorsa ho fatto tutti i backup necessari, svuotato il disco, e via: si riparte da zero. Dopo un paio di giorni di transizione, ed un gran numero di opzioni modificate, tocchignate o manomesse, tutto funziona.

Punti importanti da ricordare:

  • salvare immagini dell'intero disco con CloneZilla permette di fare esperimenti senza rischi;
  • il backup di Windows (File History) fa un egregio lavoro per i dati, anche quando lo ricolleghi ad un sistema nuovo;
  • portarsi dietro i contenuti di AppData rende tutto più semplice;
  • esportare pezzi di registro permette di ripristinare configurazione senza fatica;
  • Chocolatey funziona; l'ho guardato dubbioso per anni, ma stavolta ho reinstallato quasi tutto da linea di comando;
  • avere una lista dei programmi rende tutto più facile;
  • così come un elenco delle variabili d'ambiente, quelle cose che setti una volta ogni quattro anni e poi te ne dimentichi.

La lista dei programmi ne contiene alcuni insoliti:

  • ConsoleZ è, per il momento, il mio terminale preferito; rivaluterò quando sarà pronto Windows Terminal;
  • Keypirinha, perché i risultati della ricerca di Windows 10 sono pieni di roba inutile;
  • Just Color Picker supporta HiDPI, ed è leggero;
  • TortoiseGit più Git Cola, da affiancare alla linea di comando;
  • Q10 inizia ad essere antico, ma è semplice e veloce; è l'editor con cui di solito scrivo questi post.

In meno di una settimana, un'opzione alla volta, ho fatto di Windows 10 un sistema accettabile. Col tempo magari sparirá anche lui nel sottofondo, la dove girano i migliori sistema operativi.