Articoli per novembre 2017

Favole Periodiche

Hugh Aldersey-Williams, 2011

Un'altro libro per cui devo ringraziare Krustard, “Favole Periodiche” è rimasto nella metà bassa della pila per più di sei mesi, dallo scorso Natale fino a Luglio, quando ha infine raggiunto la superficie e mi ha seguito su una manciata di voli in giro per l'Europa.

A quanto pare Krustard ha il superpotere di ricordarsi cosa abbia regalato a qualcuno l'anno precedente, perché questo libro è un interessante modo di approfondire gli argomenti de “La Sostanza delle Cose”. Se quest'ultimo trattava però di materiali artificiali, della loro evoluzione ed impatto nella storia della civiltà, le “Favole Periodiche” scendono un gradino, imperniandosi su elementi naturali.

Il libro raccoglie gli elementi in sezioni imperniate sull'impatto più notevole degli elementi, una catalogazione assai più attraente rispetto a righe o colonne della tavola periodica. Ferro, oro, carbone ed uranio finiscono sotto “Potere”, ad esempio, mentre “Bellezza” è il contesto delle storie su neon, cromo, e berillio. Storie innumerevoli, intrecciate nei racconti più complessi sulle scoperte, ma soprattutto sugli scopritori.

Molti capitoli menzionano la posizione degli elementi nell'immaginario e nella cultura, ed il suo variare con il progresso tecnologico. È interessante come molti materiali nuovi, inizialmente difficili e costosi da lavorare, siano immediatamente visti come simbolo di lusso, ma perdano in qualche modo valore con il loro diffondersi nella società, e riescano a trovare la loro posizione nella cultura e nel mercato solo dopo anni.

Dalla voce dell'autore traspare una grande passione per l'argomento, che si riflette in approfondimenti su dettagli curiosi, nonché viaggi ed investigazioni. Dalla breve visita alla fabbrica di medicine omeopatiche in cerca di plutonio, al capitolo “Terra” incentrato su un viaggio in Svezia. Questo include una visita ad Ytterby, su un'isoletta poco fuori Stoccolma, dalle cui miniere vennero isolati ben sette nuovi elementi.

Un libro quindi pieno di intrecci e connessioni, che mi hanno fatto scoprire quale siano gli usi ed i ruoli di quelle decine di elementi meno noti, di cui poco si parla. Nonché il fatto che cobalto e coboldo abbiano la stessa origine, nelle profondità delle miniere della Boemia.

Full Throttle, Remastered

Complice un raffreddore troppo esigente, la settimana scorsa ho passato un paio di giorni a casa, ammucchiato in poltrona, sotto una coperta. Non avendo la testa abbastanza libera per leggere o scrivere, ho spulciato l'elenco dei giochi che non ho mai installato. All'occhio mi sono saltate una manciata di avventure grafiche della LucasArt in versione remastered. Full Throttle è una delle poche che non ho mai giocato, nemmeno negli anni '90, ed ho pensato potesse riempire un pomeriggio segnato dal muco.

Full Throttle Marmitte, marmitte in tutte le direzioni.

La scelta è stata ottima: la storia è piacevole, l'ambientazione interessante, i puzzle forse meno complessi di quello che mi aspettavo, ma perfetti per le mie capacità ridotte da la febbra. Full Throttle è un po' più breve e lineare al confronto di un Day of the Tentacle, ma ha comunque richiesto un 6-8 ore di lavoro, sufficienti a rallegrare non uno ma ben due pomeriggi in malattia. Assomiglia decisamente più ad un film rispetto a simili giochi. Ed un film che andrei subito a vedere al cinema, se avesse una produzione simile al più recente Mad Max.

Kickstand C'è sempre un bar in queste storie

Ho trovato la grafica rinnovata assai bella, ma non avendo giocato l'originale non ho un armadio di ricordi con cui confrontarlo, per poi lamentarmi di minime differenze in importantissimi dettagli. Come in altre avventure rimasterizzare, è possibile passare fra la nuova e la vecchia grafica al volo, premendo F1. L'ho fatto alcune volte per curiosità, ma sono felicemente tornato all'alta definizione. L'audio in particolare non regge al confronto: la colonna sonora metallara al tempo era stata compressa un po' troppo, mentre adesso ti chiede di alzare il volume.

A mio parere un lavoro ben fatto quindi, meglio dell'irrispettoso pastrucchio di “Monkey Island - Special Edition”, che aveva infastidito persino il Venza.

Perché il governatore Marley è la sirenetta? Lo'oris

Soddisfatto sia da Full Throttle che dall'averlo giocato per la prima volta rimasterizzato, non devo più guardare Day of the Tentacle Remastered con sospetto: mi sembra abbia ricevuto un trattamento simile, che ha ricreato ambienti e personaggi ad alta risoluzione restando fedele ai disegni originali. Un giorno lo installerò e giocherò con calma, visto che per quello ho un grosso, grosso armadio di ricordi.

Le cose importanti

È l'ultimo Venerdì pomeriggio di Settembre e cammino lungo la Vltava, il fiume che attraversa Praga. Il sole è ancora caldo, ma le foglie multicolore segnalano l'autunno sulla soglia. Il Venza mi sta spiegando le complessità burocratiche del suo matrimonio internazionale. Ascolto con attenzione, chiedo dettagli che potrebbero tornarmi utili.

Fermo immagine.

Praga in bianco e nero Lungo il fiume, natanti di vario genere.

Riavvolgo, avanti piano

Luglio è appena cominciato e persino il sole scozzese riesce a scaldare la mia sala fino a temperature degne delle maniche corte. Questa domenica mattina siedo pigro sul divano godendomi l'aria estiva, quando ricevo una email laconica quanto misteriosa.

Vorrei chiederti una cosa... Quando posso chiamarti? Skype? Daniele, international Man of Mystery

La telefonata seguente annuncia matrimoni, con il plurale perché agli informatici non piacciono le cose semplici. Inaspettatamente, mi dona anche la possibilità di organizzare cose ed essere utile nella celebrazione.

Poche settimane dopo, approfittando di una visita in patria, comincio a tessere la tela del malvagio piano che ci avrebbe portato verso est. In qualche modo riesco a tenere il Venza all'oscuro dei dettagli, eccetto la città ed i giorni, per un paio di mesi. Fino alla sera tarda di quel fine Settembre, quando gli ultimi voli da diversi paesi alla capitale ceca completano la combriccola forte di sette.

Passi avanti

Sabato scorso ho comprato un pezzo di focaccia in una panetteria lungo la via, e sganasciando soddisfatto mi sono diretto verso Palazzo Tursi. Novembre porta spesso molteplici raffreddori e la pioggia in diagonale, ma questa Genova mi accoglie con un sole che irradia ed irride tutta la lana che ho addosso.

E voi, testimoni, avete sentito?

Aspetta, chi? Sentito cosa? Ah si si si —ehm— “Si”. Nessuno mi aveva avvisato che mi avrebbero persino fatto domande. Ma la burocrazia internazionale non ha potuto nulla, io non ero completamente distratto, ed il Venza è sposato. Seguono chiacchere, ancora sole, pansotti e soddisfazione. Il tramonto giunge prima del previsto, ma lo prendiamo come una benvenuta anteprima del meritato riposo.

Missione compiuta, calco il cappello e mi allontano lungo la piattaforma del binario 13.