Tre dimensioni di troppo

Impreco senza produrre un suono, mentre quella che sembra la Terra rimpicciolisce nella distanza. È di un blu bellissimo, come le mie braccia congelate. Impreco di nuovo, mentre nel vuoto dello spazio attendo il tradizionale flashback sulla mia vita.

Sono quello che ha inventato la macchina del tempo, ma non lo saprete mai, perché l'ho provata subito. Funziona perfettamente, se l'anossia non mi inganna: ho appena compiuto un impeccabile salto di un minuto nel futuro. E sono riapparso nel preciso punto da cui ero partito. Solo che in quel piccolo intervallo di tempo la Terra se ne è andata.

Maledetta palla di fango, che rotoli nello spazio a centomila chilometri all'ora.