The Three Body Problem

Cixin Liu, 2016

Questo libro non mi ha convinto molto. L'ho finito con crescente insoddisfazione, mentre fuori passavano tre lunghe stagioni. A suo credito il fatto che non l'abbia lasciato a metà.

Ho visto The Three Body Problem menzionato qua e la sul web, un paio di anni fa. Come per The Peripheral l'ho preso in mano solo tempo dopo. L'idea era interessante: un libro di fantascienza di un autore cinese, quindi più lontano dal filone della fantascienza occidentale a cui sono abituato; un libro a proposito di una civiltà lontana ed in difficoltà, che pensavo quindi non cadesse nella tipica invasione della Terra.

Il libro comincia bene, nel contesto a me quasi sconosciuto della Rivoluzione Culturale. A scuola non c'è mai stato tempo di arrivare agli anni '60, mentre i primi capitoli (e le numerose note del traduttore) sono riusciti a darmi un'idea ed a lasciarmi curiosità sul complesso periodo della Cina.

Poi si inventa una cosa. Poi un'altra, ed un'altra ancora. Ogniqualvolta manca uno strumento o appare un'ostacolo, una nuova meraviglia fantascientifica appare dal nulla. E di nuovo. Scollegate fra loro, miracolose nel tempismo e nella tecnica. In un paio di casi inutili sul lungo termine e presto dimenticate.

Ed io, pignolo lettore di hard sci-fi, arriccio gli angoli della bocca in silenziosa disapprovazione. Appoggio il libro sul tavolo e lo lascio li per settimane. Metti una di queste pause ogni 4-5 capitoli, ed il libro dura quasi dieci mesi.

Non è un pessimo libro, è una storia decente. Purtroppo è il primo di una trilogia che sebbene completata da poco non ho interesse a leggere. Peccato.