The Improbability Principle

David Hand, 2014

Capita ogni tanto che qualcuno mi suggersica di leggere un libro nel modo più diretto possibile: dandomelo in mano. È successo di recente nello stesso ufficio dove gli SSD vanno a manovella, con questo libro a proposito di eventi improbabili e del loro presentarsi più spesso del previsto.

Chi ha letto un paio di libri della serie Discworld avrà incontrato uno dei motivi ricorrenti: se la storia lo richiede, l'impossibile avviene al momento giusto.

“Scientists have calculated that the chance of anything so patently absurd actually existing are millions to one. But magicians have calculated that million-to-one chances crop up nine times out of ten.” da “Mort”, di Terry Pratchett

E se sul Mondo Disco questo è dovuto alla narrative causality, in realtà bastano pezzi di statistica, matematica e psicologia, per mostrare come coincidenze ed eventi improbabili siano perfettamente normali. Siano essi strani risultati con i dadi, i numeri della lotteria, o fulmini che cadono nel posto sbagliato.

Dal un lato (quello numerico) gli esseri umani sono assai imbranati quando cercano di calcolare le probabilità di un evento: non si accorgono della moltitudine di combinazioni valide, allargano o restringono il concetto di "evento" senza ricalcolarne la frequenza, cambiano idea dopo aver compilato statistiche.

Dall'altro, ci sono così tante persone su questo pianeta, e così tanti momenti giorno dopo giorno, anno dopo anno, che anche l'avvenimento più improbabile ha sufficienti occasioni di presentarsi. Vincere alla lotteria è un evento raro, ma che qualcuno al mondo vinca una delle tante lotterie estratte, capita quasi una volta alla settimana.

Il libro si dilunga un filo se avete già fondamenta di probabilità, ma resta sempre interessante, portando esempi ed episodi simpatici e collegamenti scientifici che all'inizio non ti aspetti. Vedremo se la prossima volta che lancerò un dado riuscirò a guardarlo diversamente, con l'attenzione ed il rispetto che si merita.