Snow Crash

Neal Stephenson, 1992

Ho comprato Snow Crash a Stoccolma, nel lontano 2014. L’ho cominciato sul volo di ritorno, e l’ho finito in pochi giorni. Cosa ci fa fra i libri del 2021?

Rileggere un libro è una cosa che mi capita molto di rado. A volte prendo un libro dal ripiano per cercarne uno spezzone che mi è tornato in mente, altrimenti sono più attratto da libri nuovi, mondi sconosciuti e promettenti. Ma questa volta avevo acquistato un e-reader, e mi è sembrava il romanzo giusto con cui collaudarlo. L’esperto di Neal Stephenson a questo punto menzionerebbe il progetto Fiona, ma questo libro avevo, e questo ho letto.

Se il cyberpunk come genere si ispirava al noir, Snow Crash è invece un film d'azione anni '90, quando iniziano ad essere auto-ironici. Il protagonista fa Protagonist di cognome, ecco. È un hacker che gira con spade da samurai e consegna pizze per la mafia americana. La mafia è diventata un franchising, ma anche una nazione.

Gli Stati Uniti sono in qualche modo crollati, ed al loro posto le più grosse catene di negozi sono diventati entità nazionali. Sono nazioni frazionarie e distribuite, ed entrare nel parcheggio di autogrill può improvvisamente portarti sotto una nuova giurisdizione. La conurbazione si sviluppa ai lati delle autostrade, con quartieri dalla planimetria identica, esattamente come identici sono i negozi delle catene.

Accanto al mondo reale c’è un mondo virtuale, il metaverso, che sta giusto tornando di moda come nuova buzzword. Ci sono interi capitoli di spiegazioni sulla cultura Sumera, che magari sono un po' pesanti e noiosi, alternati ad azione ed assurdità. E virus che crashano la gente, perché si.

Giudizio? Il libro è ancora saggio come lo ricordavo; l’e-reader è molto bello ma non fa per me. Cambiare pagina richiede un filo più tempo del previsto, saltare indietro in un punto preciso è laborioso, confrontare due pagine praticamente impossibile. È bello avere ricerca e dizionario, ma non essenziale durante la lettura. Quello che gli manca è la sfoglievolezza della carta, la fisicità che trasforma un libro in un’estensione dei sensi, il metaverso sotto la punta delle dita.