Norwegian Wood

Haruki Murakami, 1987

In teoria avevo finito di esplorare Haruki Murakami lo scorso anno, con la lettura di 1Q84. Acquistare questo libro è stato un riflesso incondizionato: stavo uscendo dalla libreria senza comprare nulla, pochi giorni prima di partire per le vacanze; Norwegian Wood era li, impilato su uno dei tavoli con i classici, trappola per i passanti. E nella trappola sono caduto.

Per quanto l’avessi visto mille volte in cento negozi, non avevo idea di cosa trattasse. Mi aspettavo qualcosa di strano ed un po’ incomprensibile, e non ci sono state grandi sorprese. A differenza delle altre opere che ho letto era più lineare e meno strano: è una storia d’amore non troppo intricata, un po’ drammatica; è ambientata alla fine degli anni ‘60, quando in Giappone, come in occidente, gli studenti universitari erano al centro dell’attenzione.

Lo comincio su un volo di quattro ore, e lo completo nelle poche sere che spendiamo a Costa Adeje. È stata una lettura piacevole, ma non mi ha lasciato molto. Rimarrà per me associato ad un comodo divano, alla sensazione di piena estate ad Ottobre. Accanto una grande finestra, aperta sul balcone per combattere il caldo, e nell’aria lo stridente, inevitabile karaoke.