Klara and the Sun

Kazuo Ishiguro, 2021

La copertina di Klara and the Sun attira il mio sguardo da uno dei tavoli in mezzo al negozio, ma l’ho già vista sul web. È un recente romanzo di Kazuo Ishiguro, di cui ho letto The Buried Giant all’inizio del 2020. Prendendolo in mano scopro che il fronte è doppio, e dietro alla finestra il cielo riempie la pagina, senza traccia di nuvole.

Lo porto a casa per Natale ma attende il primo viaggio dell’anno prima di essere letto: la discesa in Italia a Febbraio, quando fuori imperversa il vento e dentro un raffreddore.

La storia segue Klara, un androide da compagnia: un misto fra un elettrodomestico e una ragazza alla pari. Dal negozio di androidi osserva il mondo, ed attende un acquirente. Quando appare, è la tipica ragazzina di salute cagionevole ma ottimista. Ci vuole tempo per scoprire la causa dei suoi problemi, la difficile situazione della madre, la frattura sociale in corso. C’è una distopia di sottofondo, un mondo che sta recuperando da qualcosa. Ci sono strettezza e disciplina: i vestiti sono spesso descritti come uniformi, come a riflettere un grado delle persone. Ma tutto è visto attraverso gli occhi dell’androide, con un misto di innocenza, curiosità, e strane deduzioni. Klara impara osservando, di rado pone domande. Le cose che nota sono indizi per il lettore, senza lunghe descrizioni. Ishiguro ha tagliato e tagliato, finché è rimasto solo il necessario, con il giusto equilibrio fra dettagli e spazio per immaginare il mondo.

Klara and the Sun conta forse come fantascienza, ma solo sulla superficie. Leggerlo come tale è una decisione che ho fatto all'inizio, ed ho sbagliato. Il libro mi ha portato altrove, ed ha corretto il mio pregiudizio con un solido impatto che non mi aspettavo. Mezzo avvolto in una coperta sul divano italico, mi fermo ed osservo le emozioni che porta a galla. Sono fortunato che il libro abbia trovato lo spazio ed il tempo che si meritava.

Ritorna sullo scaffale, ma rimane in testa. Un libro a cui ripensare, da consigliare, e magari discuterne con altri, un giorno.