Clear and Simple as the Truth

Francis-Noël Thomas, Mark Turner , 2011

Se anche il mio piano quest'anno era di leggere più libri di non-fiction, non avevo una precisa idea di quale genere. Ripensandoci, avrò avuto in mente quella saggistica divulgativa che ti racconta cose interessanti, ma senza andare troppo in profondità.

Con Clear and Simple as the Truth la vaga idea è deragliata, e mi sono ritrovato in mano un intenso volumetto su un argomento ben definito e profondo. Assai interessante, ma inaspettatamente avanzato.

Il titolo era uno degli approfondimenti suggeriti in The Sense of Style, che avevo ho letto all'inizio dell'anno. Visto che il suggerimento era stato in seguito ribadito da Alex, di cui tendo a fidarmi in materia di parola scritta, ho deciso di comprarlo e metterlo in coda.

Il sottotitolo "Writing classic prose" meglio descrive il contenuto: un manuale di scrittura per uno specifico stile di comunicazione. Dietro ad esso c'è un corso universitario, ed un intero mondo nel quale non intendo addentrarmi. Fin dall'inizio, dove si addentra nel concetto di “stile”, mi sono ritrovato al tempo stesso ad annuire ed a grattarmi la testa, rileggendo paragrafi più volte.

Non provo neanche a dilungarmi sull'argomento qua, ma vi rimando a questo riassunto (occhio che il video parte automaticamente). Il libro insegna a riconoscere ed utilizzare lo stile classico, come se fosse un cappotto che si indossa e si toglie quando necessario. Uno stile che non è fatto di un insieme di parole o strutture, ma da una precisa prospettiva ed un modo di porsi rispetto all'argomento ed al lettore.

Come avevo già pensato con “The Sense of Style”, vorrei aver letto questi libri una decina di anni fa, quando faticavo comporre articoli e report all'università. Quando cercavo di riprodurre il suono di altri articoli, ma i risultati suonavano vuoti ed insinceri.

Considero la lettura finita a questo punto, ma in realtà non sono arrivato in fondo al libro. L'ultimo quarto è una serie di esercizi di scrittura. Sono assai tentato di lavorarci sopra, ma è qualcosa per l'anno prossimo.