Ancillary Sword

Ann Leckie, 2014

È estate, e sono più di sei mesi che non prendo un aereo, quando mi ritrovo indeciso davanti allo scaffale in sala. Ho bisogno di un libro sottile, se non proprio tascabile, da portare in viaggio invece dei tomi spessi o pesanti che sto leggendo al momento. Con un movimento a spirale, lo sguardo converge sulla zona "serie in corso che prima o poi devo finire."

Agguanto così Ancillary Sword, il secondo libro di Ann Leckie. È passato quasi un anno da quando ho letto il primo volume della sua trilogia d'esordio. Gli altri due sono rimasti a fermentare sul ripiano, mentre cercavo (senza troppo successo) di variare genere.

La trama riprende dopo un paio di settimane di pausa, giusto per dare ai personaggi tempo di riposare. La galassia è in subbuglio, l'impero è in pericolo, l'orchestra della 'space opera' è pronta al glorioso crescendo... ma il previsto non accade. Invece di espandersi come spesso accade in questo genere, lo spazio della narrativa collassa in un solo sistema, dentro una sola stazione spaziale, concentrandosi sulle storie di un piccolo numero di personaggi. È una mossa inaspettata—almeno da me— ed interessante, una volta superata l'iniziale dissonanza con le aspettative. La scelta definisce la trilogia come la storia dell'insolito protagonista, reticente eroe a corto raggio, e non di una qualche grande crociata o missione ad alto rischio.

She could only be Anaander Mianaai, Lord of the Radch. “She sent us here to do exactly what we're doing. Doesn't it bother you, sir, that she took something she knew you wanted and used it to make you do what she wanted?”

“Sometimes it does,” I admitted. “But then I remember that what she wants isn't terribly important to me.

Neanche il grande piano dell'imperatore di tutto è importante.

Resto in Italia neanche una settimana, ma finisco il libro prima del ritorno, complice il caldo che mi tiene in casa nel pomeriggio. Da buon secondo volume, “Ancillary Sword” chiude un arco, ma allinea numerose costolette sulla grigliata della trilogia. Se avessi avuto il capitolo finale con me, probabilmente l'avrei letto subito, duplice conclusione sulla via del ritorno.