Ancillary Mercy

Ann Leckie, 2015

Leggere nel mezzo de La Situazione non mi viene facile. Scrivere nemmeno, ma quello è un altro problema.

All'inizio di Aprile ho deciso di mettere da parte i libri in corso, e di prendere dallo scaffale qualcosa di più facile. La scelta è caduta su Ancillary Mercy, il terzo ed ultimo volume della trilogia di Ann Leckie, accanto a Ancillary Justice ed Ancillary Sword. Continuare una storia che già si conosce richiede meno concentrazione rispetto a cominciare un libro nuovo, ed a questo punto Leckie è comfort food: ho apprezzato i primi due volumi, ed il terzo era da tempo pronto sullo scaffale.

La storia riprende esattamente dalla conclusione del libro precedente, i componenti dell'opera sono in moto, ed i personaggi sono tutti ai loro posti: capitano ribelle, imperatore parzialmente malvagio, burocrati corrotti. Eppure, avanzo di capitolo in capitolo con soddisfazione, perché continuano ad esserci novità, sorprese, ed evoluzione. Numerosi personaggi secondari guadagnano la loro indipendenza, ed il punto di vista alieno del protagonista diventa più umano. O forse umano lo era già, ma la definizione era troppo ristretta?

Il finale evita la tipica battaglia campale, restringendo invece il campo quasi fosse il palco di un teatro. E se il racconto finisce, nulla si conclude, ed il mondo è pronto per mille altre storie. Alcune sono già state scritte dall'autrice, ma non sento il bisogno di andarle a cercare, soddisfatto con la trilogia.

Ho letto Ancillary Mercy in casa, in sala, quasi sempre sulla stessa sedia: lockdown. Gli altri due libri hanno percorso migliaia di chilometri, volato ed attraversato confini. Ma i tempi sono cambiati, ed attendo paziente di poter di nuovo leggere in viaggio.