Viaggi conclusi, viaggi futuri

Finisco di riordinare le foto degli ultimi viaggi e movimenti. Sono foto dove il sole splende e la gente indossa maniche corte. Sembra ieri, ma c'è un forte contrasto fra le foto e l'autunno fuori dalla finestra. Brina sulle auto alla mattina, l'ora solare che presto ci abbandona, portando l'oscurità prima di aver finito sul lavoro.

Valli della Svizzera, dall'alto di un passo, montagne sullo sfondo Buon vecchio Passo del Sempione

Ai primi di Agosto sono sceso in Italia a trovare la famiglia, di nuovo in montagna. L’anno scorso era stato un momento, quest’anno era già normalità. Ho letto, mi sono rilassato, ho accatastato legna e pesantissime tegole d’ardesia. Il verde fa sempre piacere, e comincio a guardare le montagne più alte con interesse, aprire cartine della valle sul tavolo, a considerare sentieri per il futuro.

Rientrato in Scozia c'è stato tempo per un paio di gite al mare. O meglio “sulla costa”, perché in questo mare freddo più di pucciare i piedi non mi viene voglia. Prima una visita a Dunbar, con le rovine del porto costruito con soldi fatti arrivate da Cromwell—in questo paesino lo adorano, e gli hanno dedicato di tutto. Dunbar è appena mezz'ora di treno da Edimburgo, e la cosa mi fa notare quanto poco giro attorno alla città. In Italia avrei attraversato queste distanze tutti i giorni: forse smettere di fare il pendolare ha cambiato il modo in cui guardo gli spazi?

Tramonto su Edimburgo, il sole basso sulla città, il profilo di Arthur's Seat accanto ad esso Se mi sforzo, riesco ancora a percepirne il calore

Poi Agosto giunge al termine, l’ondata turistica si ritira, le prime foglie ingialliscono. Ma fa ancora caldo e ne approfittiamo organizzando un campeggio in spiaggia come un paio di anni fa. Troviamo anche un comodo cerchio di pietre, pronto per accendere un fuoco sotto il cielo stellato. Il giorno dopo facciamo appena in tempo a raggiungere la stazione, sulla via del ritorno, poi si aprono le cataratte. Si chiuderanno solo all'inizio di Ottobre.

Ciminiera che sbuffa subito fuori Dunbar, davanti ad un cielo nuovoloso Medical Mecha...—ah, no, fabbrica di cemento

È in questo periodo piovoso che medito su come usare il resto delle ferie. C'è un piano ottimale su carta, dove visito tutti i parenti, spendo il Natale in famiglia, ho qualche giorno per rilassarmi a casa. Ma è un piano che mi lascia una vaga insoddisfazione. Mi rimangono sedici giorni di ferie, cosa voglio fare davvero, sedermi in poltrona a leggere? Consideriamo per un istante il Marocco, ma il giorno dopo viene devastato da un terremoto.

Ho confermato l'anno scorso che le ferie vanno usate con saggezza, le destinazioni vanno considerate su una collina ventosa, e la soluzione ha spesso a che fare con vulcani. Il vento abbonda, le colline non mancano. Rimescolo le ferie per assegnare quindici giorni per un viaggio in Giappone, ed un giorno per Natale. Metto assieme un vago itinerario che include sentieri e cascate e santuari in cima a montagne; festival curiosi, treni, e curry. Tutto ancora da prenotare.

Questa volta ho una macchina fotografica che funziona e l'intenzione di documentare. Vedremo come va a finire.