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Uno sguardo al 2022

Ho aspettato che il 2022 si chiudesse del tutto, mai che qualcosa di extra si infilasse negli ultimi giorni. Posso quindi confermare il giudizio: poteva andare peggio. Ma solo perché gli anni precedenti hanno espanso gli orizzonti di quello che può andare storto. Il 2022 si è giocato la carta “guerra”.

Da subito (fine Febbraio) l’invasione dell’Ucraina occupa un sacco di spazio mentale, con un misto di apprensione ed interesse. Il fronte è lontano e non conosco nessuno, ma la guerra in Europa era—nell'immaginario—un problema risolto. Questo cambio di rotta porta necessariamente a rimodellare la visione del mondo, e ci vuole tempo per stabilizzarne una nuova. Inaspettata, ma apprezzata, la solidità dimostrata dalle strutture nazionali e sovranazionali dell’Unione Europea.

La guerra ha aperto un nuovo campo di cose da leggere, imparare, e scoprire. Il conflitto è super-connesso, mille volte più dello spettacolo televisivo della prima Guerra del Golfo. Al fronte fisico si affianca quello dell’informazione ed informatica, fatto di sabotaggio e propaganda. Ho speso fin troppo tempo ad osservare le narrative contrapposte, interne ed esterne, ed a confrontarne il linguaggio. La linea ufficiale della Russia, con la sua celebrazione della violenza, mi ha riportato in mente l’Ur-Fascismo di un saggio di Umberto Eco1. Mi ha fatto anche notare quanto sia distante dal mio normale essere: la guerra diventa conflitto di valori ed idee, e la polarizzazione inevitabile a basso livello—qualcosa da tenere d’occhio. Può essere usata in modo positivo?

Nel frattempo La Situazione continua. Da un lato è diventata più gestibile, dall’altro il mondo si è stancato di preoccuparsene, di fronte ad altre crisi. Io continuo a non seguire la moda, ed indossare mascherine quando il rapporto “densità umana” su “ventilazione” mi sembra inadeguato. Ho scampato il contatto più vicino a Giugno, ma nei mesi successivi ho sentito la guardia abbassarsi. La tengo d’occhio, e la sprono di tanto in tanto guardando i numeri che non scendono.

Dopo anni di considerazione, ho eliminato gli occhiali con il LASEK. Lo considero un giro di boa fra la miopia e la presbiopia, che mi aspetto incipiente. È anche un compromesso: avvitare vitine microscopiche è più difficile di prima, ma girare senza lenti è un sollievo giornaliero ed ho sbloccato nuove attività fisiche. Non a caso è anche l’anno dei corsi di surf ed immersione.

Più improvviso ed inatteso è il passo che ho fatto a Luglio: l’addio al codice e la nuova posizione da manager. La valutazione è ancora in corso: ci sono lati interessanti ed altri che mi lasciano più stanco del previsto. Vedremo.

Viaggi

Costa Adeje vista da Playa de Las America Nuvole serali, a nascondere le montagna più interessanti

Muoversi è ritornato quasi a livelli pre-pandemia, con le necessarie visite ai parenti in Italia e Norvegia nella prima metà dell’anno. Ad Agosto sono tornato con gioia nelle Alpi, ed abbiamo apprezzato l’improvvisata vacanza alle Canarie, che si è rivelata perfetta per riscaldare un autunno uggioso. Mare e montagna coperti per quest’anno.

Niente campeggi, e putroppo niente incontri internazionali. Anche la lunga camminata che cerco di organizzare da anni non ha trovato spazio. Un problema di calendario, ma anche di priorità. Se sono cose importanti, il tempo va creato e messo da parte in anticipo.

Meta

Cartelli di parcheggio vietato nel mezzo della campagna Non qui

Scrivere continua ad essere un'attività con un forte attrito statico. Per mettermi in moto ho bisogno di un tavolo diverso. La biblioteca mi ha dato spesso ospitalità, altre volte ho trovato coffee shop semi-vuoti, di cui ho investigato the e muffin. Quello al limone è buono, ma un po’ troppo zuccheroso. Sedici post sono un numero accettabile, ma avrei preferito meno tag “vita” e più argomenti interessanti.

Dietro le quinte, dopo anni di stabilità, ho iniziato a smuovere il codice che genera questo sito. La facciata è identica: mi sono divertito a semplificarne la struttura, investigando variazioni sul tema, e rimuginando dubbi filosofici fra dependency injection, façades, Active Record ed altri concetti. La scusa è “semplificare prima di espandere”, ma è anche un passatempo fine a sé stesso, al considerare ed investigare diverse strutture attorno ad un’applicazione di cui conosco ogni angolo e requisito.

Nel frattempo, considero direzioni per il futuro. La sezione Progetti ha bisogno di una ristrutturazione, e forse è tempo di aggiungere pagine a sé stanti, fuori dal blog. Vedremo cosa ne uscirà, adesso che scrivere codice è tornato ad essere un hobby, invece del lavoro a tempo pieno.


  1. Mentre la versione inglese appare su diversi siti, non ho trovato un link al testo in italiano, che è stato pubblicato in raccolte cartacee. Esiste giusto una pagina su Wikipedia 

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