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Più vulcani

Piove in traverso, ma questo non mi ferma. Esco alla ricerca di un locale semi-vuoto in cui sedermi, e trovo un Costa fuori dalla solita zona che fa al caso mio. Il legno del mobilio è accettabile, c'è spazio, e mi fanno compagnia solo tre signore di mezza età che ciattellano gioiosamente in cinese. Fuori dalla vetrata, al di là della strada, un negozio di musica che vende solo vinili tutti, dipinto di potente giallo in questo oscuro pomeriggio. Il giusto per rendere la situazione un poco surreale.

L'estate si è chiusa rapidamente, lasciandomi insoddisfatto (di cosa, non sono certo) e con poca motivazione. Settembre è passato "in pausa", come se dovessi recuperare qualcosa, ma ad aumentare è stata soltanto la sensazione di insofferenza. Se questa mi smuove, positivamente, lo fa però in direzioni casuali. Esco perciò, vago fino a trovare questo coffee shop disabitato, e mi siedo a scrivere. O a pensare, le due cose spesso coincidono.

Negli ultimi mesi ho passato troppo tempo ad organizzare vacanze, senza successo. Frontiere chiuse, difficoltà logistiche, impegni di chi avrei voluto visitare disallineati con quelli dei visitatori. Fallisce il Giappone, fallisce la Grecia, ed ora che le due settimane di ferie si avvicinano, il piano corrente non mi esalta. Rimugino, ed annoto il rimuginare. Taglio il brutto del flusso di coscienza da questo post, ma tengo i punti salienti:

Ho ripreso a camminare in direzioni a caso, uscendo dalla città, verso la campagna. Il trucco sta nel mirare al capolinea di un autobus in un sobborgo. Così non devo seguire un percorso circolare, e posso andare più lontano—almeno il doppio. Vorrei pianificare qualcosa di lungo, una o due notti in giro. Cercherò strade non troppo trafficate, paesini alla giusta distanza, e via, non serve molto.

Il lavoro nuovo ha superato la fase di panico iniziale. Ho sempre apprezzato buoni manager in grado di proteggermi dalle interruzioni. Coprire quel ruolo è interessante, ma frammentato e stancante. Riuscirò a sviluppare una scorza sufficiente?

L'umore fa molto, e una delle cose che impari "da grande" è che può essere direzionato ed incanalato. La distanza mentale con l'umore di vent'anni fa, una forza turbolenta ed incontrollabile, è enorme!

Si avvicina l'ora di chiusura ed esco dal locale. Prendo la via più lunga per tornare a casa, aggirandomi in quartieri insoliti. Il viale mi porta accanto a Blackford Hill che, essendo li, va scalata. La perturbazione mi accoglie a metà sentiero. La pioggia punge, ma la ignoro nei miei immancabili strati impermeabili. Avanzo appoggiato nel vento, in diagonale: in salita da un lato, dall'altro in discesa. Sulla cima, mentre osservo l'orizzonte rannuvolato, l'epifania: le mie vacanze hanno bisogno di più vulcani.

Torno a casa, annullo i piani precedenti, ed investigo voli per Tenerife.

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