Svogliatezza

All’inizio del mese è già chiaro che la Situazione si sta complicando di nuovo. I numeri crescono, così come la preoccupazione nei comunicati del governo, che spiegano come non sia ancora il momento per le misure arrivate troppo tardi nelle precedenti ondate. Quindi mi sbrigo a prenotare la terza dose del vaccino, e lo faccio giusto prima dell’ondata di panico nazionale che riempie i centri di vaccinazione. La coda richiede comunque più di un’ora, sono in tanti ad avere la stessa idea.

Nel frattempo l’ufficio in cui non vado mai richiude, incontri ed eventi annullati come è giusto che sia. Riusciamo a volare in Italia per le vacanze, e ci tocca solo qualche giorno di isolamento. Alla fine del quale però, la socialità rimane azzoppata: è difficile muoversi, quasi impossibile incontrar gente in modo rilassato.

Il risultato è una svogliatezza generale, e tanto tempo speso sul divano, a volte con un libro, a volte alla ricerca di contatto umano. Questo secondo Natale pandemico è più strano del primo: allora i limiti erano chiari e netti, adesso richiedono impossibili calcoli di rischio, distanze, tempi di contatto.

Forse devo organizzare più cose.