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Il lavoro non più nuovo

Metà Agosto: l’aria si rinfresca, la pioggia è più frequente, e giunge il primo anniversario dell’ultimo cambio di lavoro. Mi capita ancora di chiamarlo il “lavoro nuovo”, ma forse è ora di smettere. In compenso sono ancora soddisfatto e per non dimenticarmene mi annoto i perché.

Non sono ancora stato in ufficio, e non ho mai lavorato accanto ai miei colleghi, Sono stati dodici mesi di lavoro remoto, ma la ditta è bene organizzata. Non mi sono mai sentito isolato, ed ho avuto possibilità di conoscere e parlare con numerosi personaggi in diversi gruppi, cosa che non mi aspettavo. Se rientreremo in ufficio secondo i piani, all’inizio di Settembre, avrò colleghi simpatici con cui ho già costruito una relazione.

I progetti su cui abbiamo lavorato nell’ultimo anno sono stati interessanti, ed ho avuto lo spazio per prendere la mano con Ruby, Rails, l’intrico dell’infrastruttura, ed il dominio dei problemi. Parte di questo sono anche le banche, lente e burocratiche entità che ci mettono mese e mezzo a cambiare una stringa in un indirizzo web. Ho imparato nuovi livelli di comunicazione, e di pazienza. Come sempre gli essere umani sono la parte più importante di un sistema software.

E questo mi riporta ai colleghi, ai livelli manageriali sopra di me. È passato un anno, e sono ancora stupito dal fatto che in una singola ditta ci siano così tante persone in grado di ragionare. Ci sono stati momenti difficili, progetti con problemi, gente che ha cambiato lavoro, ma dall’altro ho visto reazioni sensate, la capacità di accettare errori e costi irrecuperabili. Tre mesi di lavoro ed abbiamo scoperto che le stime erano sbagliate? Salviamo il salvabile e non perdiamoci altro tempo.

Infine, la mossa dei 4 giorni alla settimana durante l’estate. Anch’essi stanno per giungere al termine purtroppo, ma sono stati ottimi. Abbiamo ridotto il lavoro, tagliato riunioni e chiamate, ma abbiamo comunque portato a termine un buon numero di cose, senza stress.

E finito il lavoro la testa è più libera, ed ho voglia di fare più cose. Ho rimesso mano a progetti che non toccavo da tempo, ed ho avuto più tempo per me stesso. Mi ritrovo a sperare che diventi una tradizione estiva, e questo mi fa notare una cosa: mi aspetto, sotto sotto, di avere ancora lo stesso lavoro fra un anno. Al paragone con esperienze passate, questo posto è ottimo.

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