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Le voci degli altri

Giusto perché non avevo abbastanza cose a mezz'aria, il mese scorso ho avuto un'idea. L'ho considerata per qualche giorno, poi ho precettato un paio di volontari e l'ho messa in pratica. In fondo avevo appena comprato un microfono1, e mi sembrava un buon modo di usarlo.

Il progetto vive in un altro contesto, e quindi su un altro sito. Per qualche inconscio motivo cerco di non chiamarlo podcast, ma temo che lo sia: precetto vecchi compagni di università, parliamo di dove sono, di come ci sono arrivati, di cosa si interessano. Principalmente ascolto, e scopro dettagli e pensieri che nella distanza remota di questi tempi, nella superficialità delle comunicazioni immediate, raramente vengono a galla.

Alla base di quest'idea c'è la mia fissa che le storie che stiamo vivendo abbiano valore, per noi stessi e per quelli che ci conoscono. Ci sono momenti e ragionamenti importanti, ed importante è anche condividerli. Sprono fin troppo spesso amici e conoscenti perché scrivano e raccontino di quello che li appassiona. E di solito non funziona: se scrivere richiede uno sforzo, cominciare a scrivere è uno scoglio per molti troppo grande. Il podcast progetto aggira il problema, e riduce gli ostacoli. Rimane il racconto, di esperienze, progetti, passatempi. Per una volta non miei, ma degli altri.

Il blocco iniziale da superare invece è tutto mio: registrare e riascoltare, puntata dopo puntata, la mia voce. Non ho un grande rapporto con essa, e la quotidiana accettazione è basata sull'ignorarne timbro, rotacismo, e borbottio. Non so se avrei tentato una simile impresa senza aver speso un anno a parlare dentro scatole, giorno dopo giorno. Ed ora ho sbloccato qualcosa: registrare non è così doloroso, e riascoltare è diventato accettabile, mentre smanetto con Audacity per tagliare gli eeeeeh più grossi, ed i vari rumori facciali che produco.

C'è un piacere di fondo in questi chiamate e registrazioni. C'è la sensazione di connettere, e capire cose nuove di persone che conosco da tempo. A volte si dilungano ben oltre il previsto, e divagano in sorprendenti direzioni. Sono quello che speravo, ed anche di più. E per gli altri? Tocca a loro raccontarlo.


  1. Lasciamo al lettore investigare il possibile collegamento fra la marca di prodotti audio Marantz, e l'etimologia di “maranza”. 

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