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La seconda volta

Bucaneve, all'inizio. Poi crochi, ed i primi narcisi. Ora le gemme sugli alberi, marroni, rosse, alcune osano virare al verde. È un periodo di anniversari—e di numerosi compleanni, auguri!—e con Marzo si chiude un anno di quotidiane passeggiate sul sentiero dietro casa. Forse duecento metri in tutto, il boschetto è il regno di scoiattoli, merli, gazze ed un paio di piccioni che zampettano nel prato. Cince, pettirossi, passeri e rumorosi fringuelli, nascosti nei cespugli-condominio. Coccinelle, lumache, farfalle e falene, un po' ovunque. A volte, nel primo pomeriggio, una rara libellula o uno sciame di bambini dell'asilo, giubbino catarifrangente e risata ad alta frequenza.

È un anno che attraverso questo piccolo ecosistema, notando i minuscoli quotidiani passi del variare delle stagioni. Ma in questi giorni osservo per la prima volta... la seconda volta. Il bosco è simile, ma stranamente diverso. Ci sono foglie, colori, e suoni nuovi. Cespugli che credevo li da sempre sono spariti con l'inverno, e non ancora tornati. Esplosioni di foglie lanceolate punteggiano il sottobosco, laddove ricordavo solo ortiche. Eppure nessuno ha seminato nuove piante, introdotto nuovi animali, od insegnato nuove canzoni ai volatili. Sono stato io a cambiare, a raffinare l'occhio e l'orecchio a certi dettagli. L'attenzione è dopo tutto un muscolo. Prestare attenzione, ripetutamente e lentamente, un esercizio. E tutto quello che vedo di nuovo in questi giorni, è qualcosa che mi era sfuggito all'inizio de La Situazione.

Il sole è sempre più alto. Fremo un poco, spero che le foglie appaiano presto. Quali novità porterà questa seconda primavera? Cosa ne sarà dell'attenzione, quando avrò un mondo più ampio a cui applicarla?

Foglie nuove nel bosco Che fiori faranno?

Commenti

  • Chiara

    Che fiori hanno fatto?

  • dreadnaut

    Ancora niente! Per adesso restano anonimi cespuglietti, ma li tengo d'occhio.

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