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Pagine e tasti

Dicembre sta finendo, e con esso il duemilaventi, con tutto il peso che la data si porta. Abbiamo superato i nove mesi di socialità limitata, lavoro da casa, e restrizioni varie. Dal mio punto di vista privilegiato non c'è molta utilità nel contarli, e continueranno per quanto necessario.

Siedo sulla solita poltrona. Le ferie quest'anno sono in Scozia: niente viaggi, niente tornare a casa, niente famiglia. Ma anche solo in due, in una casa scarsamente addobbata, è comunque Natale. Le festività si infiltrano anche nella mia scontrosa scorza. Il riposo è benvenuto, dopo quattro mesi di lavoro senza sosta. Forse avrei potuto prendere qualche giorno in più ad Ottobre, prima che calasse il buio.

Mentre la sera avanza nella calma, pagine sfogliate e tasti battuti sono gli unici suoni che fanno concorrenza ai rumori della strada, lontani. C'è ancora un po' di neve la fuori, ma nessuno in giro. L'anno si chiude, ma in realtà nient'altro. C'è ancora un sacco di lavoro da fare.

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