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Camminare

Con la fine dell'ora legale, il mese scorso, ho fatto una mossa insolita: ho spostato la sveglia, ed ho continuato ad alzarmi ed andare a dormire alla stessa ora effettiva. Mi sono ritrovato così con un'ora in più alla mattina, prima del lavoro, che ho deciso di spendere fuori di casa.

Ho iniziato gironzolando nei dintorni, all'alba. Giusto il tempo di attraversare un paio di quartieri, percorrere un paio di stradine laterali, risalendo od aggirando correnti di bambini che si dirigono verso scuola. Un'ora non era abbastanza però, così ho cominciato a passeggiare anche nel fine settimana, più a lungo, e più distante.

La città in lontananza I campi da golf sono numerosi, appena fuori dal centro

Vago in quartieri residenziali, parchi in collina, sul margine di zone industriali. Senza una direzione, né una ragione precisa: per essere fuori casa e non davanti ad uno schermo, per non sprecare la poca luce del giorno; ma anche per non avere nulla da fare e lasciare spazio ai pensieri. Niente musica, niente podcast, niente mappe se possibile. Per essere nello spazio che attraverso, un passo alla volta.

Osservo case, giardini, edifici di pietra di due secoli fa, o poco più. Qua e la l'inaspettata costruzione moderna, che interrompe la regolarità dei tetti. Alberi in vari stadi dell'autunno, sempre più spogli. Fiori inaspettatamente freschi. Persone, coppie e famigliole che navigano marciapiedi e strade, alcune cercando di mantenere la prescritta distanza. Esplorare è attraversare quartieri, ed i loro confini. Zone diverse fra loro: ricche villette con torrette e giardini, bifamigliari con un piccolo cortile dall'aspetto un po' selvaggio, palazzi e palazzoni in diversi stadi di scrostamento. Strade lungo cui tutto è in vendita, spianate in cui fondamenta spuntano fra fango ed erbacce, i lavori rallentati dalla pandemia.

Palazzi impongono Palazzi, impongono

Nel fine settimana miro di solito a camminare per tre ore, ma la stima è sempre incorretta. Troppe volte scelgo di percorsi alternativi, invece di prendere la strada che mi riporta direttamente a casa. Rientro dopo quattro, quattro ore e mezza, accumulando circa 20km di strada nelle gambe, che a seguire apprezzano la poltrona più del solito. Li seduto traccio percorsi su Google Earth—a memoria, il GPS mi fa un baffo. E mentre appunto i marciapiedi della giornata, comincio a pianificare il prossimo giro, nell'intorno di circa 8km che valuto sia il mio raggio d'azione—andata e ritorno, assumendo zig-zag e variazioni del tipo "oh, questa strada sembra interessante!" dove la strada in questione mi porta, ovviamente, più lontano del previsto.

Questo sostituisce il piano, ormai fallito, della lunga camminata che volevo organizzare quest'anno, come vacanza in compagnia. Ma girare per la città mi fa piacere, mi riposiziona e rimette in contatto con un luogo che è negli ultimi mesi è diventato sfumato, incerto. Pezzi di città non visitati per così tanto tempo potrebbero anche sparire, percorrerli ne rassoda la realtà. Non vorrei uscire di casa un giorno, ed essere nel posto sbagliato.

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