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Settimane

Da due mesi e più, ogni giorno percorro lo stesso pezzo di sentiero dietro casa. Ho visto i rami spogli riempirsi di gemme, di fiori, poi di foglie. Il sole si è alzato, ma un denso tetto verde ora nasconde il cielo. Neanche cinque metri separano il sentiero dalla strada, ma la civiltà svanisce dietro a cespugli, alberi, e le più rigogliose ortiche che abbia mai visto: alte sopra al ginocchio, foglie grandi come la mia mano.

Incontro regolarmente un paio di merli che pattugliano il sentiero, e vicino all'incrocio, dove gli alberi formano una volta più alta, si poggia spesso uno sfacciato pettirosso. Mi fermo ad ascoltarlo a neanche un metro, e mi chiedo come faccia così tanto suono ad uscire da una creature così piccola. D'altra parte, la civiltà aveva abbassato il volume, lasciando che altri suoni venissero a galla.

Alberi, ed una mosca Mi aggiro nel verde

Attorno alla passeggiata dopo pranzo, le settimane inizialmente disorganizzate hanno preso forma e consuetudine. Lavorare da casa, ricevere la spesa il Martedì, uscire una volta al giorno. Poche le variazioni sul tema. Ma il mondo è in flusso, e le porte si stanno riaprendo. Il traffico è tornato, riportando la strada in primo piano, e rubando magia al sentiero. Osservo ed aggiro gruppetti di persone sempre più grossi, e rimpiango la calma del mio lockdown privilegiato.

Dimensioni dei monitor L'inarrestabile crescere degli schermi

L'informatica non si è fermata, nonostante La Situazione, e nemmeno i colloqui di lavoro. La ricerca continua, ma un paio di possibilità si stanno allineando. Posizioni in città, ma remote: il nuovo normale a cui ci siamo abituati così rapidamente che nei colloqui neanche lo menzionano. Anche adattare la casa al lavoro d'ufficio è stato semplice. Ho solo aggiunto uno schermo, il più grosso che la minuscola scrivania potesse contenere senza sporgenze. Il formato 21:9 è curioso, ma funzionale. Il progresso ci porta più pixel, ma col tempo sto anche ammassando pollici.

Sono stanco però, spesso. Numerose giornate giungono al termine nell'insoddisfazione, e finiscono troppo tardi, accumulando ulteriore stanchezza. Attendo con trepidazione di poter andare altrove e spenderci del tempo senza tensione. In ufficio, in un parco, su una spiaggia. Altri posti per altri pensieri.

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