Uno sguardo al 2019

Di tanto in tanto cado nell'errore di non raccontare cose con l'idea che sia passato un imprecisato “troppo tempo”. Questa non dovrebbe essere una buona ragione: non pubblico cronaca, e quello che faccio questo mese non rende lo scorso meno importante. O l'anno precedente.

Raccolgo perciò qua pezzi di 2019 che non ho documentato sul momento, ma che il futuro me vorrà rileggere.

Viaggi e movimenti

York Minster Torri, mura, roba vecchia.

Il 2019 è stato punteggiato da brevi gite, niente grandi viaggi. È interessante come queste siano disposte agli estremi dello spettro organizzativo: un paio pianificate in dettaglio con mesi di anticipo, un paio appena il giorno prima, o lo stesso!

All'inizio di Marzo ho incontrato il Proppo a York, a metà strada fa Edimburgo e Londra. Abbiamo percorso mura, evitato di poco acquazzoni, fotografato oche e statue di gatti. Il viaggio in treno lungo la costa est è sempre piacevole, e lo preferisco alle code in aeroporto.

L'estate qua è la stagione dei moschini, ma anche l'unica in cui campeggiare è accettabile. Oltre alla gita nell'Assynt, alla fine di Agosto c'è stato anche un caldo fine settimana (l'ultimo) in cui abbiamo buttato tre cose nello zaino e siamo partiti. Treno fino a North Berwick, e poi a piedi lungo la costa. La sera, seduti accanto alla tenda in riva al mare, la nebbia è scesa a cancellare ogni suono—a parte le sirene delle navi che percorrono l'estuario del Forth. Così simile, e così diverso dall'anno scorso, quando la tenda era piantata a metà di una costa rocciosa alle Lofoten, ed il rumore più forte era il sibilo delle ali di un qualche rapace, alto sopra la testa.

Vienna Il parco del Palazzo di Schönbrunn

Nel mezzo di queste due gite, sono finito a Vienna attorno a ferragosto. Il sole era bollente, ma la città è abbastanza verde e ventilata da non renderlo un problema. Li ho incontrato Alex ed una manciata di personaggi giunti da punti vari dell'Europa, e vagato per la capitale austriaca. Una piacevole città, ma forse ho visitato troppe capitali centro-europee negli ultimi anni, e si perde nel mucchio. Quest'anno cercherò di organizzare qualcosa fuori dall'urbano.

Oh, a fine Luglio sono passato in Italia, ma giusto per pochi giorni. Ho avuto l'occasione di andare a nuotare, che mi rende sempre felice. Mi mancano quelle estati lunghe tre mesi, durante i quali l'acqua è un luogo come un altro, in cui spendere ore. In Liguria ci sono meno moschini, ma più zanzare: resta incerto il giudizio su cosa sia peggio.

Nel frattempo la macchina fotografica ha raggiunto la soglia dei 9999 scatti, ed il contatore è tornato a zero. Ma se le foto si ammucchiano sul disco (e sul backup, e sul contro-backup), da anni non ne faccio molto. Qua sul sito finiscono quadrati estemporanei e poco altro. Un po' come il Proppo, devo trovare un modo di pubblicarle che mi soddisfi, e forse non è su queste pagine.

Queste pagine

Per quanto voglia evitare la categoria “meta”, la salute di queste pagine è qualcosa a cui penso di tanto in tanto, ed in qualche modo riflette la mia salute. Scrivere è riordinare quello che ho nella testa, ragionarci sopra, spiegarlo a me stesso. E ragionare sullo scrivere è sì meta, ma è comunque uno dei pensieri.

In questo senso il 2019 è stato un campo di battaglia, dove creare momenti per scrivere è stato difficile, ma possibile. La Reconquista non ha ancora prodotto risultati, e digito queste parole di nuovo in libreria. Ma non mi do per vinto: la sala di casa tornerà a conciliare lo scrivere, un giorno. Da questo punto di vista traslocare in un appartamento identico è stato un passo falso: non cambiando l'ambiente, non mi è apparso un posto nuovo, ed ho mantenuto le stesse abitudini.

Rendere visibili le categorie è stata una soddisfazione, in particolare vedere l'elenco di sogni e storie. Sarebbe bello se quelle due liste si allungassero. Ne ho un paio di vecchie già pronte—non ho ancora reintegrato gli archivi!—ma altre sono soltanto bozze, ed aspettano che presti loro attenzione.

Ho usato poco la possibilità di salvare bookmark, forse perché non c'è un archivio per andarli a rivedere, e di rado anche il collegamento a micro.blog. È giusto che ci sia però, uno sforzo di socialità come le mie saltuarie apparizioni al CodeBar qua in città. Di natura mi trovo a mio agio da solo, non sento il bisogno di una tribù, ma forse è più vezzo che meditata scelta. E come mi sto abituando al sapore del cocco, così l'aggirarmi fra sconosciuti non può che allargare l'orizzonte.