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I libri del 2019

Un'altra pila di libri Meno fantascienza del solito!

Con l'immancabile sprint delle vacanze natalizie, si chiude un altro anno di letture. Potrei interpretarne l'elenco, che di poco non ha raggiunto la dozzina, come un piccolo passo indietro. Addurrò invece come scusa l'aver comprato casa: è una motivazione ottima, da sola causa di cento cose non fatte negli ultimi quattro mesi. Undici libri è un ottimo risultato.

Sono meno contento invece della scarsa varietà di libri, e dell'essere ricaduto nel fantastico abitudinario. Il lato “saggistica” si è arenato su un ostico volume, troppo accademico, mal scritto, e noioso.

Pinker mi ha reso meno paziente nei confronti di questo genere di scrittura, che da priorità ad un qualche ideale di “correttezza”, a scapito della comprensione.

[...] making them vulnerable to displacement through orienting to currently unattended events, as indicated, for example, by physical changes in the environment, or events having either personal significance or primed by recent cognitive activity.

[I.e., le persone possono essere distratte da quello che accade attorno a loro, o mettersi a pensare ai fatti propri.]

Lasciar perdere questo libro potrebbe essere una buona idea. Per il momento, testardo, considero la lettura ancora in corso.

Ho abbandonato però Annihilation di VanderMeer, a neanche un quarto. Non apprezzo storie dove la pretesa di un mistero è usata per giustificare una serie di invenzioni senza spiegazione. Ho dato un'occhiata al resto della trama su Wikipedia, e mi è sembrata triste e vuota, quindi non ne valeva la pena.

Ho l'impressione, nei mesi passati, di aver ricevuto meno suggerimenti di libri inaspettati, capaci di portarmi fuori dal sentiero ultra-battuto della fantascienza. Forse ho parlato con meno persone? O con persone meno diverse? Dovrò tenere conto di questo fatto, e cercare di compensare.

Intanto, se avete un titolo non di fantascienza per me, lasciate un commento sotto!

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