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Il giorno prima delle chiavi

L'acquisto della casa, sebbene non difficile, ha comunque richiesto attenzione per settimane. Ottobre è passato veloce, e così un bel pezzo di Novembre. Cose tipo spostare i contratti di elettricità, telefono, etc. hanno consumato un buon numero di sere. In più l'avvicinarsi del Natale ha riempito i locali della città di eventi, persone e rumore, e la pace scrittoria è svanita.

L'intensità lavorativa è anche aumentata, credo con una equivalente diminuzione della produttività. Più cose uno cerca di fare allo stesso tempo, magari anche di corsa, meno ne si porta a solida conclusione. La ditta è da mesi in un crescendo di frenesia, il che mi ha portato a meditare un cambio di rotta. Me ne sono accorto per caso: stavo lavando i piatti e ad un tratto mi sono accorto di aver speso 5-10 minuti a pianificare la ricerca di un altro posto. Quando il cervello si porta così avanti in automatico, un motivo ci sarà.

Ma non ora. Domani prendiamo le chiavi della nuova casa, e cominciamo a spostar cose. C'è nell'aria un filo di malinconia per il lasciare un appartamento che abbiamo reso comodo e familiare in questi quattro anni. Ma un appartamento nostro è un'avventura, e siamo pronti.

Curiosità, la banca del mutuo ci ha spedito uno scatolone di cose per la casa: carta per la cucina, snack, un paio di lattine, spugnette, cioccolato, etc. Un gesto inaspettato che ci ha fatto sorridere: qualcuno, in distanti ed anonimi uffici, ha presente cosa vuol dire traslocare.

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