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Akira

Lunedì scorso, mentre sulla città calava la nebbia, sono andato a vedere Akira al cinema.

Espanso su un grande schermo, il film si riempie di nuovi dettagli, tratti e sfumature che una versione casalinga non riesce a rendere. In più, questo era un taglio più lungo, oltre due ore. Può darsi che altri nella sala si siano annoiati o addormentati, ma non io, allenato da Tarkosvky.

Unico problema della proiezione: il volume altissimo, talmente alto che normali dialoghi risultavano dolorosi. Visto che Akira alla fine è a proposito di grandi e rumorose devastazioni, i primi minuti di sofferenza non promettevano nulla di buono. Ho chiesto conferma alle persone attorno a me—per non sentirmi quello che si lamenta per nulla—e sono andato a far abbassare il volume. È possibile, basta chiedere.

E poi mi sono goduto tutte le esplosioni.

Vapore in Akira Vapore e fumo erano particolarmente interessanti sul grande schermo

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