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Di fronte ad Oban: Mull, Iona e Staffa

Molteplici puffin Molteplici puffin.

A metà Maggio sono finito di nuovo a Oban, come previsto. La novità questa volta è stato arrivare via ferrovia, saltare su un battello ed andare a visitare tre famose isole a pochi chilometri dalla cittadina: Mull, Iona e Staffa, tre delle Ebridi interne.

Otto anni dopo Oban non è cambiato molto, a parte due importanti dettagli: il cancello “Snib the gate” è stato ridipinto, ed il locale degli enormi pancake è purtroppo sparito —sigh.

Mull è un'isola di dimensioni decenti ed per attraversarla c'è un autobus con una simpatica autista che conosce tutte le persone al volante delle auto che incontriamo, ed aggiriamo con attenzione, lungo la strada a corsia singola. Per ognuna ha una storia da raccontare, o forse se la inventa sul momento, come per le varie casette, pietre, e curve lungo la via. Nessun commento però sull'enorme pavone che usciva di soppiatto da un cancello, il primo di vari volatili incontrati quel giorno. Per quanto abitata, Mull è vuota, ma non selvaggia: il tipico ordine portato dalle pecore, fatto di erba brucata regolare e muretti di pietra.

Basalto su staffa Staffa è fatta di colonne esagonali, dritte o deformate dalle ere.

Subito di fronte a Mull c'è Iona, giusto lo spazio per un paesello, una collina, ed un'abbazia. Eppure vanta innumerevoli secoli di storia, tombe di re di Scozia, ed incursioni vichinghe.

Una decina di chilometri più a nord, spunta dal mare Staffa, un blocco di basalto uscito dalla crosta troppo velocemente, e solidificato sotto forma di colonne esagonali. Tante, ovunque, quasi mattonelle di una pavimentazione artificiale.

Un puffin soddisfatto Il rischio più grande è inciamparci dentro.

Abbiamo solo un'ora per vagare su quest'isoletta, investigare la caverna di colonne basaltiche, vagare sull'altopiano. Staffa sembra inclinata da un lato, quasi stia affondanto, e mi ricorda l'Île mystérieuse di Verne. L'autore stesso, da giovane, aveva visitato l'isola, così come Walter Scott e R.L. Stevenson e mille altri personaggi del XIX secolo, incuriositi dalla regolarità ed "arte" del un fenomeno naturale.

In cima a Staffa trovo una mare di pulcinelle di mare, gli stessi puffin che tanto ci avevano eluso in Islanda. Escono letteralmente dal terreno, dove sembrano scavare nidi, e non si curano di questi strani umani che si aggirano fra di loro. Zampettano un po' goffi, senza i rumorosi richiami di altre specie, e non si preoccupano se ti avvicini e ti accucci accanto a loro. Se fossero buoni da mangiare, si sarebbero estinti da tempo, volatili di troppa fiducia.

Alcuni puffin spensierati Bastava andare nel posto giusto.

Commenti

  • Abdul

    L'ultima foto è a dir poco poetica

  • dreadnaut

    Può essere che siano pagati dalle agenzie turistiche per mettersi in posa.

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