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Sandefjord

Sono finito a Sandefjord per sbaglio, ma non per caso. Lo sbaglio è stato prenotare due voli e confondermi fra 10 am e 22. A quel punto, con più di nove ore di attesa fra la prima metà della tratta e la seconda, la scelta era andare ad Oslo con un autobus che impiega quasi tre ore per direzione, oppure visitare Sandefjord, la cittadina più vicina all'aeroporto di Torp1.

Campi

Ora, Sandefjord sarà un posto abitabile, ben esposto a sud, verdeggiante, ma è chiaro anche prima di arrivarci che contiene un numero assai limitato di attrattive. Da qui la balsana, ma per me tipica idea di andarci a piedi.

La giornata soleggiata è conduttiva per la piacevole passeggiata di 8 chilometri. Campi, campi, un fiumicello, delle casette dipinte di rosso scuro, altri campi.

Drago su piedistallo di cemento Drago su piedistallo di cemento

Giunto in città, visito rapidamente i punti demarcati sulla cartina: la chiesa, il supermercato, il giardino vicino al mare. Mi arrampico su una collina a guardare una statua a forma di (credo) drago. Ci metto troppo poco. Passeggio ancora un po' in strade a caso, mi riposo sedendomi in biblioteca, sfrutto wi-fi.

Il primo pomeriggio lo spendo nel parco, dove chiacchero prima con un paio di Mormoni, poi con un tizio che mi spiega come il Decimo Pianeta stia per oscurare il sole —la fine è vicina. Mi invento collegamenti con il libro di Mormon e lo convinco a prendere il volantino che avevo ricevuto poco prima dai due. La giornata è completa.

Osservo un traghetto che parte, poi salgo su un simpatico treno verso l'aeroporto.

Traghetto Il traghetto è grosso come buona parte della città.


  1. Vi ricorderete di Torp per il quiz Natalizio delle auto sotto la neve. 

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