Nara

Sono andato a Nara a vedere una specie in via di estinzione: il Buddha gigante.

Il treno da Osaka prende poco più di un'ora. Si lascia alle spalle la metropoli sconfinata, attraversa la campagna, si addentra fra le colline. Sale, e l'aria si rinfresca. È un treno squadrato, con un po' di sedili di lato caratteristici dei convogli locali del Giappone, e sembra di essere su una delle tante linee della capitale. Per neanche un secolo, tanto tempo fa, la capitale era stata proprio Nara.

Todai-ji Il Todai-ji, tutto di legno

A marcarne l'importanza rimangono non palazzi o fortificazioni, ma templi. Fra questi c'è il Todai-ji, un'immensa struttura in legno che contiene una altrettando enorme statua del Buddha. E poi avanza spazio, e ci sono altre statue, giganteschi fiori di loto, modellini di diverse versioni del templio nel passare dei secoli.

La maggior parte dei monumenti del Giappone sembra essere in legno. Al confronto, in Europa è tutto in pietra, a parte qualche strana chiesa in Norvegia. Così mentre noi diamo importanza al materiale che è li da sempre, dall'altra parte del mondo è normale che un templio o un castello invecchi, si sfaldi, vada aggiustato. E dopo un po, rifatto. Magari identico al precedente, ma da zero. Tutto passa, il Buddha rimane li, seduto a guardare lontano attraverso le apposite finestra nella facciata dell'edificio.

Special moves Le mosse speciali dei cervi

Attorno al Todai-ji c'è un vasto parco infestato di cervi e scolaresche, altri templi, altri parchi, altri cervi. E tante, tante persone, incerto se definirli turisti o pellegrini. Inevitabile in quella nazione, sempre ad infilarsi nelle fotografie.

Ho passato giusto una giornata a Nara, passando dalla modernità della stazione all'incredibile stranezza e meraviglia dei templi, poi di nuovo nella modernità. Non so se avrò un'altra occasione, ma di certo ci sono mille altre cose da vedere, da scoprire e da interpretare.

Yukata a Nara C'è una tasca per il tablet negli abiti tradizionali?