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Cyberspace

Mesi e mesi fa, nel mezzo di un pesante raffreddore, ho passato una notte difficile. Forse la febbre, forse l'aver letto troppo bloccato sul divano il giorno prima, hanno prodotto un misto di sogno e realtà che, la mattina dopo, ho deciso di mettere in parole.

Mi è tornato in mente per via del trentennale. Alcuni l'avranno già letto nel frattempo, ma lo riporto qua per archivio.

«Mi concentro intensamente sull'idea dell'ossigeno ma il fiato continua a mancarmi. Cado in ginocchio, l'impatto assai più morbido del previsto, mentre il mondo gira in una direzione non prevista. L'alto è a destra, la destra è dietro, il davanti è... in balto? Gli occhi socchiusi, mi rioriento in base ai nuovi assi ed a bocca spalancata riesco finalmente a respirare.

Sono fuori dal cyberspace e sono sveglio. O sono sveglio, e quindi fuori da cyberspace che stavo sognando. Si, ho scritto cyberspace du— tre volte nello stesso paragrafo, ma adduco come scusa la febbre ed il delirio. Il naso completamente tappato, risistemo le coperte in modo da poter respirare e mi rilasso. I jack back in, riprendendo il sogno.

Sono di nuovo in piedi nella distesa bianca e luminosa della rete, l'orizzonte indistinto nella luce e nello sfrigolio dell'aria. Lunghe, pseudo-infinite scie di dati si incrociano sopra di me come passerelle da una nuvola ad un'altra. È un cyberspazio strano, soffice e poco geometrico, come se gli avessero appena dato una mano di bianco-Google e drop shadow. Galleggio attraverso un sistema solare di troppi tab e raggiungo Z, borbottando fra me e lui.

``Devo controllare la mia macchina al più presto: ogni volta che esco sono girato in una direzione diversa e sto a malapena in piedi.”

Z si abbassa fino a toccare terra, mentre le centinaia di pagine che lo orbitavano accelerano e precipitano verso la sua mano.

``Giroscopio rotto? Oppure è proprio la connessione che perde frame?”

``Una delle due cose, ma non succede ogni volta. Mi metterò a loggare il gyro.”

Un nuovo gruppo di pagine abbandona le mani di Z e si dispone rapidamente in orbita. Sono di nuovo a bagno nei tab, questa volta in un mare di GIF animate. Lo abbandono ai suoi loop e salgo verso la passerella più vicina.

Venite al DISI[^1]?” pronuncia una voce all'altezza della mia anca,Gianni sta riavviando Flickr.”

Per qualche motivo l'avatar del Proppo è senza gambe, ma è stata una sua idea. Scivola su una nuvoletta a mo' di Dragonball e mi chiedo sempre come faccia a stare dritto. Lo seguo in cima ad un muro di dati verdi e grigi, cubi regolari predisposti dal Comune di Genova per il prossimo referendum. Un buon numero hanno già segni di bit-rot sugli spigoli: piccole crepe ed incisioni nelle facce uniformi, segno di un lavoro fatto veloce da un paio di impiegati svogliati. Devono durare solo qualche ora, ma una o due zone della città avranno di certo problemi prima della fine.

Il DISI nel cyberspazio ha più o meno la stessa forma che nella realtà, ma manca la collina sotto. Le locazioni ed i gruppi dell'organizzazione-ex-università sono disposti a piani sfalsati, imperniati su un paio di inutili ascensori continui. Un'idea della vecchia guardia, convinta da un esaltato information architect del periodo di transizione. Gli altri dipartimenti con cui condivide la venatura della rete sono normalissime sfere.

Scendiamo sotto i laboratori fino al livello provider e troviamo l'area piena di visitatori, gli avatar già all'80% per ridurre lo spazio. Un paio vicino all'entrata scendono cortesemente al 65 al nostro arrivo, io e il Proppo ricambiamo. Uno Z a scala normale torreggia per qualche istante sul gregge di miniature, poi si compatta accanto a noi. Il brusio della sala sfuma verso canali privati.

Al momento stiamo girando da questi vecchi DEC,” sta spiegando Gianni indicando la mezza dozzina di solidi attorno alla sua testa. Sono vecchio stile, neri con gli spigoli rossi ed arancio.Le query sono però gestite due piani sotto...” e si lancia in una disquisizione dei vari protocolli che ha dovuto patchare assieme per collegare l'antichità al cyberspazio. La maggior parte degli avatar nell'area sta prestando più attenzione alle piccole home-page di Flickr che si allargano dai server, scacchiere di thumbnail e piccoli grovigli di metadata e istogrammi.

``I salti mortali per nulla, come sempre” sussurra Z accanto-alto a me. Lascio dietro di me un piccolo :asd: a confermare l'opinione e scendo attraverso il pavimento verso una scia di dati dal periodo curioso.

Di colpo il mondo viene strattonato di 90° e torno a soffocare. Riapro gli occhi. Bruciano un poco nel primo chiarore dell'alba, la salivazione azzerata. Perché continuo a disconnettere? Sto davvero perdendo frame? Il letto è troppo caldo, ma richiudo gli occhi ed I jack back in.

Rientro di nuovo accanto ai miei amici, segno che gli ultimi movimenti sono andati persi con gli ultimi frame caduti. Lo'oris e il Chiarre si sono uniti al gruppo nel frattempo e discutono di sicurezza del DISI.

L'avatar del Chiarre è fatto a Chiarre, ma secondo noi la texture è stata aggiustata con pezzi di foto di quando aveva vent'anni: sono applicati bene, ma i pixel erano quadrati in origine e sfuocano diversamente dagli altri. Lo'oris indossa un immotivato cappello in flat shading che proietta un'ombra netta, sempre a 160°. Chiedergli perché porta a lunghe e tortuose spiegazioni che menzionano noir e demo-scene, durante le quali il cappello comincia sempre a laggare rispetto alla testa del Lo'.

Su invito del Chiarre scivoliamo fuori dalla sala ed entriamo nel paternoster1 verso i livelli superiori. La nuvoletta del Proppo glitcha contro il pavimento che sale e fra smilie e risate lo tiriamo su prendendolo sotto le ascelle.»

Finisce così, all'improvviso. O forse si rimescola in un'altra scena scollegata come fanno a volte i sogni. O alla mattina avevo dimenticato il resto, ed ora ho dimenticato di aver dimenticato.

Commenti

  • Abdul

    Esperienza mistica direi... ma a pro(p)po ... "La Linea"? Continuerà?

  • C_Chaos

    Zerooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!

  • dreadnaut

    La lista è in pausa estiva. Paziente, attende il buio e che io dedichi ad essa del tempo :-p