Spazio libera espressione

Un pannello Spazio per la libera espressione

Sulla strada che percorro verso l'università la settimana scorsa hanno installato un pannello in plastica lavabile bianca simile ad una grossa lavagna, con una targa che legge “Spazio per la libera espressione”. La sua storia è breve, ma non intensa. È una semplice storia di vandalismo.

Lunedì, il pannello è li di prima mattina, un foglio bianco in attesa di piccole o grandi frasi, espressione di sentimenti dolci o forti, di diversi credo o idee. Ma è ancora vuoto, aspetta.

Martedì, un primo timido messaggio appare, in un angolo come se non volesse prendere troppo spazio: “Cercasi appartamentò”. Mi aspettavo di meglio, ma è un inizio.

Mercoledì, il popolo della notte è passato. O meglio, gli Unni: la plastica è tagliata, strappata, un pò appesa un pò a terra. La sollevo, curioso di scoprire quale messaggio ha scatenato le ire dei passanti. è bianca come il primo giorno, solo che ora è a pezzi.

Giovedì, infastidito dall'avventimento, mi porto dietro la macchina fotografica. Ma il pannello è già stato sistemato: su un lato un nuovo strato di plastica, velocemente coperto da spessi e neri insulti a sfondo calcistico, dall'altro niente. Il nudo metallo, forse a riflettere il volto di chi si avvicina a “scrivere”.

Ora, io considero quelli che hanno tagliato e strappato la plastica semplicemente degli idioti. Per quale motivo si può compiere un'azione del genere? Temo che se potessi chiederglielo riceverei una spiegazione del tipo “Stanno cercando (cioé) di limitare la nostra (cioé) libertà di espressione perché (cioé) noi possiamo esprimere i nostri pensieri (cioé) come vogliamo e (cioé) non ci possono costringere a scrivere su un pannello (cioé)!”. Scritte sulle case attorno ce ne sono un sacco (il luogo ha una sua storia) ma la lavagna pubblica viene distrutta. La mia sensazione è che certa gente in realtà non abbia niente da dire, niente da proporre, solo poca fantasia.

Fatemi cambiare idea, ne sarò felice.

Update: è di nuovo lunedì, anche il secondo strato di plastica è sparito. In compenso è riapparso il “cerco appartamento”.