Il pendolare elettrico

Oramai sono cinque anni che ogni mattina siedo su uno degli scomodissimi treni pendolari che portano una massa di gente avanti e indietro fra i paesi limitrofi, i quartieri dormitorio e il centro città. In questi anni ho visto i passatempi cambiare: chiacchere, libri, giornali, riviste, musica, telefonini...

Poi sono arrivati i pendolari con i portatili—io sono uno di quelli—che cercano di sfruttare le due ore di treno giornaliere portandosi avanti sul lavoro, buttando giù le idee venute nel mezzo della notte insonne o semplicemente perdendo tempo.

Oggi ho scoperto un nuovo passatempo—un nuovo peccato per cui un giorno andrò all'inferno?—che ha a che fare con i progetti del Venza. Ok, lui è un professionista di quelli pieni di schede, antenne, gps, PowerBook (ma non ditelo a nessuno), mentre io solo un perditempo, ma il wardriving è divertente. Anche se nel mio caso è war-walking o war-commuting :-)

Un primo curioso lampeggìo mi distrae dal mio lavoro a metà del viaggio in treno, quando una lucetta in un angolo mi avvisa di una rete wireless...

Uh, ho lasciato la scheda attivata, meglio spegnerla... mmmh... chissà da dove arriva questa rete...

L'inizio della fine. Memore di recenti letture, lancio all'istante NetStumbler per vedere chi c'è in linea e mi ritrovo un access point... senza crittazione WEP. È un attimo, il treno si ferma e riparte, e il segnale svanisce. Resta la sensazione che magari nell'aria ci sono un sacco di trasmissioni di cui non ci accorgiamo.

Arrivo in città e lungo la strada per l'università lascio acceso il portatile nella borsa per registrare eventuali reti. Un paio di chilometri più tardi, ho una lista di 13 di reti, due con WEP. Certo, le altre saranno sottoreti con autenticazione di altro genere, ma è simpatico comunque saperlo... anche se un poco lo considero inquinamento elettromagnetico.

Ma nuove malate idee si addensavano nella mia testa...