Articoli per giugno 2004

Visite

Fra le troppe persone che mi avevano promesso una visita qua nella strana Scozia, una ha infine mantenuto, ed è appena partita :-)

Un po' come con i miei, è stata una faticosa settimana di camminate e turismo e allegria (mangereccia e un filo alcolica), ma con uno spirito diverso, come sono diversi i lati di una città che puoi mostrare ai tuoi genitori o ad i tuoi amici. A primi interessava più il paesaggio, al secondo ho deciso di comunicare il modo di vivere, la profonda differenza con l'Italia, il meraviglioso casino che è questo pianeta quando mischi troppe culture.

S'è preso un colpo, stava per fermarsi... e questo purtroppo aumenta i dubbi su quello che farò io nel prossimo futuro.

Stranezze

Oggi vi parlo della mia breve esperienza di giugno scozzese.

Una settimana mi ha insegnato che una volta iniziato giugno, il tempo scapoccia. Dopo il sereno dei primi giorni, dopo piogge e venti del finesettimana, oggi la nebbia, e intendo la nebbia quella da Milano d'inverno, che non vedi oltre la casa difronte, grigio medio-uniforme con la stessa identica luminosità ovunque.

Solo che sono le dieci di sera e dovrebbe essere notte, invece no!? Ok, sono a nord, me ne ero scordato: vado al pub alle 23 e il sole tramonta ma l'orizzonte rimane un po' più luminoso. Torno a casa dal pub alle 2 e la striscia luminosa prende metà del cielo, alle 4 è giorno. Come sarà fra due settimane? temo un poco, e rimpiango il lontano 45° parallelo laggiù :-)

Tempi e pensieri

Meno di tre settimane mancano ormai al mio ritorno a casa: a breve dovrò lasciare Edimburgo, la pacifica Scozia e un sacco di gente per tornare in Italia. E questo è già un problema. E fra le tante persone ce n'è una che non vorrei lasciare, e che rivedere costerà fatica e sudore. E bisogna fare delle scelte, e prima ancora capire quello che si vuole.

Libero ormai da quasi tutti gli impegni (eccetto trovare un aereo per casa), queste tre settimane saranno per capire cosa sta succedendo, e cosa voglio fare seriamente della mia vita.

Il blog e il sito saranno con buona probabilità l'ultimo dei miei pensieri: si, da parte ho una mezza nuova versione con spazio per commenti, utenti, nonché il contenuto che è ancora sul vecchio sito, ma arriverà credo ad Agosto. Forse, se non starò lavorando o studiando... vedremo :-)

Imbarazzi internazionali

Il nord della Scozia è qualcosa di spettacolare, ma di questo parlerò un'altra volta. Di ritorno dalla meravigliosa gita mi ritrovo in una città più piovosa del solito e di fronte al momento più imbarazzante che mi sia mai capitato. Non che sia una persona che si imbarazza facilmente —ho anche un po' la faccia di tolla direbbero a nord— né che il “conoscere i genitori di lei” non mi abbia mai spaventato più di tanto: i genitori in genere mi adorano (più delle figlie).

Questa volta a rendere la situazione assurda c'era solo un particolare piccolo piccolo... loro sono svedesi. Ed io mi ritrovo su una porta a fissare sorella, madre e padre che scendono le scale uno per volta per... venire a vedermi!?!? E non dicono nulla ? (panico) Vi prego parlate! Io che devo fare più che salutarvi? (panicopanico) chiedete qualcosa, vi prego! (panicopanicopanico) Al che cambio direttamente colore subendo uno spostamento verso il rosso di proporzioni astronomiche.

Oggi è andata meglio, non ho avuto problemi a parlare, ma più difficile sembra far parlare loro... e adesso stò per uscire ed andare a cena con tutta la famiglia... imbarazzo imbarazzo imbarazzo imbarazzo.

Si torna a casa

Ok, domani si parte. Anche questa è finita e fuori dalla mia stanza ci sono le valigie pronte —come ho fatto a metterci tutto non lo so'...

Dentro la stanza rimango io a fissare le pareti e mobili senza più poster, bandiere, cartoline e oggettini vari, ma pur sempre pieni di ricordi, forse troppi in questo momento. L'attesa è tremenda, a questo punto preferirei essere già in Italia o ovviamente (ed ancor più) non partire.

Non partire in effetti per una marea di motivi che si sovrappongono, più o meno solidi —alcuni dei quali hanno dato una decisa botta al mio già scarso orgoglio di italiano; abbassiamo la cresta, è meglio— ma ahime grosse parole come Università e Soldi mi trascinano verso casa.

Un sacco di sensazioni e sentimenti forse si incasinano nella mia testa, ma un poco rido di me stesso: sono indeciso se andare indietro a rileggere cosa pensavo e scrivevo nove mesi fa, oppure lasciare perdere. Sono stato inconsistente o schizofrenico, oppure non ho cambiato così tanto idee? Che fine hanno fatto i motivi per cui sono partito? Sono ancora importanti e validi? Lo erano allora?

Naah, per oggi non voglio neanche cercare di rispondere. Domani, purtroppo, è Italia.