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Genova Pegli

Una villa sopra a più piani subito accanto al mare, sopra uno scoglio su cui è stata costruita una balconata, ed una scaletta che scende verso un approdo; una diga separata il mare aperto, ed un aereo in fase di atterraggio davanti ad un cielo nuvoloso, ma luminoso.

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YouTube, istruzioni per l'uso alternativo

Il web di questi tempi è pieno di mega-servizi e piattaforme, un po' buchi neri dell'informazione, da cui mi tengo alla larga facendo il difficile. Di questi YouTube è quello di cui faccio più uso. Ma è un uso alternativo, che Google probabilmente non approva.

L'impressione è che YouTube sia li da sempre, anche se in realtà c'era prima Google Video. Di questo, per quanto ne so, rimangono solo link rotti su vecchi post di R'Lieh. Nel 2006 Google si è comprato YouTube, e con l'abbrivio che solo milioni di dollari di investimento possono generare, l'ha trasformato nel colosso odierno. In parallelo ha creato un nuovo mondo di video, personalità che li filmano, ed incidenti causati da quest'ultimi. C'è un capitolo dedicato in Measure What Matters, che spiega con disturbante ammirazione la scelta di valorizzare video più lunghi e lenti, per tenere le persone incollate al sito più a lungo possibile e poter inserire più pubblicità.

Il risultato è un servizio che mi disturba a livello istintivo: dopo i primi secondi di un tipico video, il mio cervello-lucertola si sente in trappola e mi intima di scappare. La voce del narratore mi ricorda "This is your life, and it's ending, one [YouTube] minute at a time". Di solito non arrivo neanche a trenta secondi: la pubblicità che precede i video mi fa scappare prima. Assurdamente non ho mai installato un ad-blocker dedicato. Forse gli ad all'inizio del video sono un utile segnale di pericolo, e preferisco lasciarli dove sono.

Ma... ho scritto che uso YouTube, come faccio?

Guardo video altrove

Una cosa che apprezzo sul web è quando un altro essere umano (vs algoritmo di raccomandazione) mi suggerisce buoni contenuti. Se questo capita su blog personali, il video e di solito integrato nella pagina. Ed i video integrati non hanno pubblicità, problema risolto. Questo metodo ha anche un corollario: se mi arriva un link a YouTube, posso modificare l'indirizzo e comunque guardare il video fuori da YouTube. Ad esempio, da posso andare da

https://www.youtube.com/watch?v=vo1zyMk1n5I

pieno di pubblicità e fastidi, a

https://www.youtube.com/embed/vo1zyMk1n5I

con solo il video, a tutto schermo.

In questo caso il successo non è garantito, perché l'autore potrebbe aver bloccato l'embed, di solito per attivare pubblicità. Ottimo! La monetizzazione forzata è spesso associata ai video che mi danno più fastidio, meglio scoprirlo subito.

Leggo la trascrizione

Se il video è interessante, ma lungo, mi dirigo su YouTube transcript, uno dei vari servizi che mostrano i sottotitoli accanto al video, sotto forma di trascrizione. È un metodo ottimo per guardare una presentazione, o delle istruzioni: posso saltare ad un punto preciso in base al testo, ed evitare le noiose introduzioni che sono diventate tradizione. Mi è capitato di leggere la trascrizione senza neanche guardare il video, visto che richiede meno tempo.

Ascolto solo l'audio

YouTube è anche un canale per ascoltare musica, e di rado mi interessa il video. Da tempo uso yewtube, un programma per riprodurre il sonoro di un video da linea di comando. È costruito come un player musicale: supporta playlist e tutto, ed evita le parti di YouTube che più mi disturbano: pubblicità, autoplay, video suggeriti, anteprime con gente con espressioni esagerate per attrarre click.

Visito un mondo parallelo

L'ultimo passo è installare front-end alternativi, come Invidious o Spotube, che riproducono le funzionalità di YT senza il dolore della piattaforma. Li ho guardati con curiosità, ma non mi sono mosso in questa direzione. Alla fine sono i video stessi il problema, a questo punto. Dieci, quindici, venti minuti per qualcosa che potrebbe essere spiegato in tre paragrafi. Altri, moltitudini sul pianeta, sembrano apprezzare questo mondo, quindi lo lascio a loro. Ogni tanto scovo o ricevo un link ad video interessante e fatto bene, ed apprezzo che queste produzioni esistano. Lo passo a qualcun'altro, da umano ad umano.

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I libri del 2023

Metà Gennaio, forse questi post dovevo finirli prima. Metto giù due note rapide per non dimenticare.

Nel 2023 ho letto dieci libri, l'anno più lento dal 2016. In realtà mi sono arenato dopo l'estate. L'accoppiata Termination Shock e Measure What Matters, entrambi di poca soddisfazione, mi ha fatto scendere la voglia. Nell'autunno ho anche speso più tempo davanti allo schermo, ma posso anche dare colpa alla luce bassa nella sala per aggiungere un'altra scusa.

La distribuzione un giallo, due saggi, un fantasy e sei libri di fantascienza rientra nella media. Ho finito la trilogia di "The Broken Earth": bella e consigliata, anche se prende un po' per la tangente nel terzo volume. Ho letto un altro libro Iain Banks, e probabilmente continuerò con uno all'anno. Ne avrò fino al 2035.

Ho preso in mano un paio di libri collegati al lavoro, ma non sono andato lontano: erano troppo americani (californiani? invasati?) e si potrebbero riassumere in un paio di articoli su un sito web.

La pila si è mossa lentamente, ma ho un paio di volumi interessanti pronti alla lettura. Magari un viaggio mi rimetterà in moto.

Tre libri in pila, accanto a quattro palle di semi da giocoliere Pronti per quest'anno

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Uno sguardo al 2023

Rovine di un castello accanto alla stretta entrata di una baia Del castello di Dunbar non rimane molto

Mi siedo in biblioteca a considerare l'anno passato, ed il primo pensiero che mi passa per la testa è che sia stato un anno incredibilmente normale. Il secondo è che tutto è relativo: questi primi anni '20 hanno ampliato le mie esperienze.

La Situazione è stata riassorbita da abitudini e tradizioni, e di rado fa notizia. La gente continua a riammalarsi di una malattia che scopriamo avere sempre più effetti a lungo termine, in cambio di poter tornare a fare quello che faceva nel 2019. Io continuo ad aggirarmi sospetto, indossando una mascherina i luoghi ristretti ed affollati tipo treni ed aerei. La cosa per ora è stata sufficiente ad evitarmi pestilenze. Tornare in società ha però attratto un vecchio amico: il raffreddore. Ne facevo a meno.

Con la guerra in Ucraina siamo stati più rapidi, e l'abbiamo normalizzata in poco più di un anno. L'attenzione dell'occidente si affievolisce, è più facile pensare ad altro, e le notizie finiscono in seconda pagina.

Anche fare il manager è diventato normale: discutere progetti e carriere altrui, investigare se i miei sottoposti dormono abbastanza, e sorprendermi settimanalmente che il team trovi il mio lavoro utile. Persino il parziale ritorno in ufficio e l'hot desking sono diventati una cosa abitudinaria: regola la sedia, impreca internamente contro quelli che aggrovigliano i cavi, resetta la configurazione dello schermo.

Correre è quasi normale, ma non ho ancora sbloccato un continuo e ripetuto esercizio fisico. La voglia è incostante e meteopatica. Ho preso più opportunità al volo però, e fatto esperienze inaspettate ed interessanti: teatro, concerti, una serata piena di colori per imparare come funziona la serigrafia.

Mi è mancata però un più svariata conversazione. Ho avuto momenti di bassa socialità, partecipato a pochi meetup e simili. Se anche sono riuscito a sentire amici lontani con una certa regolarità, ne ho visitato pochi oltre i confini della città.

Viaggi

L'impressione che mi è rimasta del 2023 è quella di non essermi mosso da Edimburgo, ma anche il numero di viaggi rientra nella norma pre-pandemica. Sono sceso in Italia due volte: a Febbraio mi sono ammalato, ad Agosto ero di nuovo sulle Alpi. Se la famiglia ha compensato venendomi a trovare in Scozia, ho incontrato pochi conoscenti. Due anni di fila in montagna, anche quello si sta normalizzando.

La gita a Berlino è stata un momento importante della prima metà dell'anno: mi ha letteralmente riempito di calore, e riaccende la tradizione di organizzare ed incontrare amici in giro per l'Europa. Le gite per la Scozia ci hanno permesso di rilassare lo sguardo su orizzonti più ampi e meno urbanizzati, l'anima ringrazia. Un singolo campeggio sulla riva del mare ha marcato la fine dell'estate, e contribuito alla tensione verso l'andare lontano, sfociata nel lungo viaggio in Giappone. I due giorni a piedi lungo gli antichi sentieri del Kumano Kodo, senza folle né rumore sono stati ottimi. Avrei dovuto pianificarne il doppio, ma ora il Giappone è lontano, e dovrò trovare mete più vicine. Chi viene?

Un edificio moderno in vetro appollaiato su uno più vecchio, in mattoni Il futuro è impilare edifici?

Tecnologia

L'anno scorso ho ceduto all'inesorabile avanzare della tecnologia ed ho comprato un nuovo portatile. Quello precedente è immediatamente finito in un cassetto, povero, tanta era la differenza. Addio, schermi 16:9, spero di non rivedervi più.

Il tablet continua a fare il suo lavoro di strumento multiuso — ma un uso alla volta. Mi ha seguito a Berlino per scrivere, ed in Giappone per tenere traccia dei piani e prenotare roba al volo in treno. Cercare informazioni ed usare siti giapponesi su schermi più piccoli sarebbe stato possibile, ma più scomodo e lento.

Il 2023 è anche l'anno in cui la bolla dei LLM si è gonfiata fino ad occupare ogni possibile angolo. Sono talmente annoiato e scettico del marketing che li circonda, che quasi me ne vergogno. Cercherò una posizione più sana e bilanciata, ma probabilmente ci arriverò solo quando la moda finirà come quella delle criptocose.

Barili in legno davanti ad un edificio bianco, l'unica apertura una porta rossa Barili, attendono pazienti

Meta

Il piano di aggiungere contenuti e pagine a questo sito resta sulla carta. L'impalcatura di una struttura estesa non ha ancora visto la luce, a parte un miglior metodo per caricare le foto. Mi sono allontanato da micro.blog però, che apprezzavo per la saltuaria e rilassata conversazione. Faceva anche ponte con Mastodon, ma la combo non si è rivelata utile.

14 post sono un filo sotto la media. Aggiungerò ancora un paio di articoli sul Giappone pre-datati, ma il 2023 è chiuso. L'ostacolo interno alla scrittura continua ad esistere, i metodi per aggirarlo si evolvono, ma necessitano una biblioteca o un coffee shop dove sedermi fingendo di essere un hipster. Ma anche gli hipster sono diventati normali, le barbe più corte come la mia.

Poi l'anno nuovo

Una cosa che mi e mancata l'anno scorso è un'ampia conversazione. In parte per la bassa socialità, il mio intorno si è un po' rinsecchito, non va lontano. La messaggistica immediata baratta convenienza per profondità, passa e va lasciando un'impronta sempre più leggera. Sono anche un po' testardo io, che cerco condividere cose che mi interessano con le persone che conosco, invece di conoscere persone nuove che condividano le cose che mi interessano.

Ma nei piani per il 2024 recuperare contatti resta una priorità. Magari dovrò attirarli con un tavolo coperto di leccornie, o da un complesso gioco da tavolo, e sostituirli all'ultimo con la mappa di un viaggio astruso. Sembra che negli anni sia caduto nel ruolo di catalizzatore. Lascio al lettore decidere se organizzo cose insolite, o borbotto come una vecchia marmitta.

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Lo scarso equilibrio dei dinosauri.

Piccoli e colorati dinosauri di gomma, impilati uno sull'altro in scarso equilibrio

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Precisione

Travi di legno alla base di un edificio, appoggiate a pietra delle fondamenta, ed intagliate per combaciare perfettamente.

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Tokyo di sera

Una via buia e sullo sfondo un grattacielo con alcune finestre illuminate, sullo sfondo il cielo notturno e nuvole.

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Quando i tetraedri emergono dalla terra.

La sponda di un fiume, da cui emergono tetraedri di cemento armato; sullo sfondo case, cavi elettrici, ed una collina coperta di alberi.