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Il fine settimana comincia nel migliore dei modi: assemblaggio e poi colazione.

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La neve è rara ad Edimburgo. Che rimanga fino alla mattina una sorpresa!

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Nevischio, raffreddore. Oggi lavoro da casa. L'ufficio in un mattoncino è assai comodo.

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Uno sguardo al 2017

Altri si lamenteranno, con ragione, di tutte le pessime cose che sono avvenute del 2017. Per me, d'altra parte, lo scorso anno è stato placido e tranquillo, quasi troppo.

Fuori Perth Ah, sono stato anche a Perth e North Berwick in effetti

Escludendo i passaggi in Italia, il numero di viaggi è stato limitato: la costa ovest, Trondheim, Praga. Ho letto pochi libri, e completando questa lista mi viene da chiedermi cosa abbia combinato tutto l'anno.

Il nuovo posto di lavoro ha dato la giusta proporzione di soddisfazioni e frustrazioni, quindi continuerò a degnarli della mia presenza. Fuori dall'orario (flessibile) ho portato avanti progetti secondari. Roba che funziona e fa il suo lavoro, ma di cui non discuterò qua.

Nuovi pezzi di sito

Rileggendo i piani che avevo per queste pagine, mi accorgo di aver fatto tutt'altro. I tag non sono essenziali alla fine, ed il lavoro di preparazione delle foto chiede assai più tempo dei 5 secondi necessari per l'upload via FTP. Mi spiace che gli archivi siano ancora incompleti però, in parte ostacolati dalla doppia lingua, in parte perché convertire articoli è un po' barboso.

Invece di seguire il piano di espansione, ho usato il sito con piacere. Per rendere le cose più facili ho passato il codice da Mercurial a Git, ed adottato phploy per automatizzare gli aggiornamenti.

Nei mesi scorsi ho sentito però la mancanza di un modo semplice di scrivere messaggi più brevi e postare link —che una volta sarebbero finiti sul daily. Così nelle ultime due settimane ho rapidamente1 implementato note, bookmark e foto caricate al volo. Vediamo cosa succede.


  1. Si, ci sarà parecchio debito tecnico da ripagare! 

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Senza titolo, perché non è un post. È la prima nota di un nuovo sistema, l'inizio della fine.

Twitter mi fa un baffo.

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I libri del 2017

La pila per il nuovo anno Il Natale ha già messo in coda nuovi libri.

Avere un elenco dei libri che ho letto mi rende assai felice. C'è la soddisfazione di aggiungere i titoli all'elenco e di fissare in parole le circostanze della sua lettura ed un paio di cose a cui mi ha fatto pensare. Inoltre, posso vedere a colpo d'occhio quanti libri ho letto, di quale genere, in quanto tempo. L'elenco ricopre un ruolo di misurazione scientifica, il tachimetro della mia lettura.

Avere letto così pochi libri quest'anno mi rende assai triste. La colpa è tutta dell'elenco, non me ne sarei mai accorto altrimenti. Un singolo libro di saggistica, e cinque di narrativa, quasi esclusivamente fantascienza. Ora, la situazione non è così disperata, ma preferirei averne letto una decina, con argomenti un po' più vari.

Come dimostrato con Seveneves, posso leggere un librone in una settimana se voglio, quindi è questione di volere di più. Il piano per il prossimo anno è di tentare un libro al mese, alternando fiction e non. E in mezzo butterò un classico, un mattone dell'ottocento magari, così come sfida!

Seveneves

Neal Stephenson, 2015

Finalmente ho letto “Seveneves”. Non è stato difficile, non ha richiesto lunghi viaggi o strane avventure. Ho solo dovuto aspettare il Momento Giusto™.

Avevo divorato il primo capitolo nel 2015, al momento della pubblicazione, ed adocchiato il volume in libreria. Al tempo però la pila “da leggere” in sala era troppo alta, e mi sarei sentito colpevole ad aumentarne lo spessore. Solo 14 mesi dopo, alla fine dell'Agosto del 2016, ho acquistato il paperback e l'ho aggiunto alla fidata Billy. Li è rimasto ad invecchiare per altri 14 mesi, fino a Venerdì scorso, quando l'ho preso e messo nello zaino per la discesa in Italia.

Cinque giorni dopo raggiungevo la fine di pagina 867 e chiudevo soddisfatto il volume. Erano le tre di notte, una gamba si era addormentata ed potevo muovere il collo, intorpidito dall'ignobile posizione diagonale sul letto, solo con molta cautela. Pochi minuti dopo, dormivo pesante.

Leggerlo in così poco tempo è stato quasi uno spreco, ma è la velocità tipica dei giorni di vacanza. Capitoli molto lunghi (sebbene con qualche sezionamento) mi hanno dato facili scuse per continuare a leggere fino ad orari vergognosi.

È difficile parlare di Seveneves senza spoiler piccoli e grandi. La descrizione più onesta è “la luna esplode”, la prima frase del libro. Da li Stephenson costruisce una complessa epica, piena di sfaccettature, di cui è protagonista l'umanità di un circa-oggi, e di un futuro più lontano. Una storia ottima, un piacevole misto di hard science fiction che rimanda al periodo classico ed ai pionieri spaziali, e di argomenti soft favoriti dagli autori moderni, come psicologia, cultura e comunicazioni di massa.

Ampio, preciso, interessante. Andatelo a leggere.

Il Resto della Settimana

Maurizio De Giovanni, 2015

Il “Resto della Settimana” era arrivato in casa senza il mio intervento. Nulla sapevo dell'autore, ma pareva scrivesse di romanzi gialli. Mi piaceva il verde della copertina, quindi l'ho letto. A volte basta poco.

Una manciata di pagine nel primo capitolo, l'argomento centrale si rivela del tutto inaspettato: il calcio ed i suoi tifosi. Ora, l'ultima partita di calcio che ho guardato dev'essere stata una dei mondiali del 2006, credo fossi in Svezia e non avessi una buona scusa per dileguarmi. Incuriosito però dall'improvvisa incongruenza, ho continuato la lettura.

Il volume è una raccolta di brevi storie incentrate sulla passione dei tifosi del Napoli, dagli anni '80 in avanti, tenute assieme dal racconto del protagonista che più o meno si prepara a scrivere il libro stesso. Potrebbe esserci qualcosa di auto-biografico, ma non è chiaro. Ci sono cameratismo negli spalti, avventure in trasferta, storie famigliari. Ma c'è anche uno sguardo sulla società della città e in Italia, ai tempi di Maradona ed oggi. Sul contrasto fra il il Napoli al tempo in salita, e le ricche squadre di Milano e Torino, abituate a vincere. Fra cui la rivale Juventus, inseparibile dalla Fiat, quest'ultima destinazione lavorativa di molti immigrati dal sud.

Storie interessanti e curiose, che hanno risvegliato ricordi di tanti anni fa, ricordi narrati nella mia mente da Bruno Pizzul. Un libro piacevole in totale, ben scritto ed originale, ma che forse mi ha lasciato poco, a me che nel tifo e nel condividere emozioni per le azioni di altri non ho mai trovato grande soddisfazione.

O forse, come un filo suggerisce il libro, non ho capito come funziona.