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Di ritorno da Friburgo e Basilea faccio scalo a Brussels, un aeroporto da cui passo di rado.

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In Basilea, sull'orlo dell'autunno.

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La pioggia, un momento. Poi il sole, e il profumo di malto nell'aria.

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Trovata in un negozio di beneficenza. 1980, un ottimo anno.

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A volte dimentico che posso uscire di casa, inerpicarmi per 10 minuti su un antico vulcano, e guardare il grosso modellino della città brillare nella notte. Edimburgo.

The Confusion

Neal Stephenson, 2004

Ho iniziato a pregustare questo libro giorni prima di iniziare a leggerlo. Con un lungo viaggio in arrivo, l'ho messo sul tavolo in sala, pronto ad agguantarlo la mattina della partenza. E comodamente seduto sul primo treno di una lunga tratta, sono tornato nel 17° secolo.

The Confusion è il secondo volume del “Baroque Cycle” di Stephenson. È composto da due libri, due storie contemporanee, separate ma parallele, con effetti l'una sull'altra—chissà come sarebbe leggerli separatamente! Sezioni dei due si alternano nel volume, sincronizzando eventi che avvengono a capi opposti del mondo. A volte sono capitoli lunghi centinaia di pagine, a volte brevi come una singola missiva fra due personaggi, a seconda che un periodo sia denso di avvenimenti, oppure monotono come la navigazione d'altomare.

Era passato più di un anno da quando avevo completato la complicata lettura di Quicksilver, la prima parte del Cycle. Magari non ricordavo tutti gli intrecci delle varie storie, ma sapevo esattamente dove avevo lasciato i personaggi principali. Non c'è voluto molto per riagguantare anche la moltitudine di quelli secondari. Alcuni attraversano ancora l'Europa in ogni direzione, ma altri raggiungono coste assai più lontane.

Perché se il primo libro si incentrava sulla nascita della scienza moderna, il secondo sposta la lente sull'economia. E l'economia di fine 1600 si basa su vaste reti commerciali verso est, e sull'oro e l'argento delle Americhe. Il campo si espande all'improvviso, circumnaviga un pianeta le cui mappe sono ancora imprecise.

E così i personaggi si perdono un po', poi si ritrovano. Nel frattempo, accumulano 800 pagine di avventure. Tante, eppure poche: è un libro che finisce velocemente. Il terzo volume è già sullo scaffale, ma lo lascerò chiuso ancora per qualche mese. Sarà ottimo, lo so già, ma sarà anche l'ultimo.

The Atrocity Archives

Charlie Stross, 2004

Nella prima metà di Agosto sono rimasto seduto su un gran numero di autobus, treni ed aerei. Avendo solo un libro con me, complici un paio di inattesi giorni di pioggia, ho finito per leggerne troppo. Per variare, ho cominciato in parallelo The Atrocity Archives, una raccolta che introduce la serie The Laundry Files di Charlie Stross (lo stesso di Accelerando).

Nel mondo della serie esistono dimensioni parallele piene di orrori vari, e la matematica (con un contorno di sacrifici umani) permette di aprire portali e far passare cose da un lato all'altro. I computer, ovviamente, aggravano il problema. La "Laundry" è un'agenzia segreta che cerca di tenere sotto controllo il problema, con un misto di nerderie e spionaggio occulto. Ma è pur sempre un agenzia britannica, un agglomerato di burocrazia e regolamenti.

Il libro contiene un paio di storie, entrambe simpatiche. Ho apprezzato il misto spionaggio-orrore, ma l'umorismo "da ufficio" non è il mio preferito, e il continuo citare nomi connessi alla matematica o all'informatica sarà anche flavour, ma dopo un po' mi stanca.

Ho apprezzato anche la postfazione, quasi un breve saggio in cui l'autore racconta come l'idea abbia avuto origine, ed a quale letteratura si ispiri. Un punto interessante che fa notare: molti libri di spionaggio sono storie dell'orrore, dove la guerra nucleare è una mostruosità sempre vicina e indescrivibile, mentre certi racconti di Lovecraft sono principalmente spionaggio, in cui un “uomo comune” rincorre una verità tenuta segreta da complesse organizzazioni.

Libro approvato, ma credo di essere un po' allergico a libri che uniscono fiction e informatica.

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E poi Bodø. La latitudine aumenta, mentre la dimensione dell'aeroporto diminuisce. Prossima tappa Leknes, dove mi aspetto un bungalow ed una pista in terra battuta.

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Alzati alle 7. Sull'aereo alle 8. Un nuovo record.

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Bergen, dove piove più che in Scozia.

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